Nuovo articolo su GRUPPO DI STUDIO AMBIENTE E SALUTE

http://www.adnkronos.com/sostenibilita/risorse/2015/04/02/governo-metta-bando-
glifosato-chiedono-associazioni_x74urAEXjFn9CNR2m1vNLK.html?refresh_ce
DA RICORDARE:
 Nel Piano d’azione nazionale, il governo italiano non prevede azioni concrete per ridurre i pesticidi.
 L'Italia, secondo l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione dell’Ambiente), è il maggiore consumatore, tra i Paesi dell’Europa occidentale, di pesticidi per unità di superficie coltivata, con valori doppi rispetto a quelli della Francia e della Germania.
 Nelle acque, nel 2012, si sono rilevate tracce di 175 tipologie di pesticidi. Le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono il glifosato e i suoi metaboliti, il metolaclor, il triciclazolo, l’oxadiazon, la terbutilazina. L’interazione perenne tra acqua, suolo, aria, determina la qualità dell’ambiente e della salute di tutto il vivente. Questa qualità è ormai compromessa, dato che coltivare e nutrirsi biologico non è più una sicurezza, grazie al fenomeno della deriva che trasporta la contaminazione nei campi attigui ai campi trattati con pesticidi pericolosi.
Se la coscienza collettiva dei cittadini non si affretterà a crescere e a riappropriarsi del diritto alla salute e a un ambiente sano, l’esito inquietante – già visibile in aree più maltrattate del pianeta – sarà inevitabile.
COSA POSSONO FARE I CITTADINI NEI LORO COMUNI?
Esigere dai propri Sindaci di onorare il senso del loro mandato di MASSIMA AUTORITÀ SANITARIA DEL TERRITORIO e di garante del PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, attraverso l’emanazione di un Regolamento di Igiene e Salute Pubblica e un Regolamento di Polizia Urbana e Rurale che stabiliscano delle linee guida a favore dell’agricoltura biologica e della lotta biologica agli insetti “fastidiosi”, con la reale partecipazione di quei cittadini consapevoli e informati.
È POSSIBILE OTTENERE PROGRESSI ESTERIORI SENZA FARE LO SFORZO INDIVIDUALE E COLLETTIVO DI UN PROGRESSO INTERIORE? L’AMBIENTE, SE POTESSE PARLARE, COSA CI CHIEDEREBBE DI FARE?
gruppodistudioambientesalute | 5 aprile 2015