Valpolicella: scopri i sentieri e scarica la mappa



A piedi per Negrar e dintorni: scopri i sentieri e scarica la mappa!


tratto da Valpolicellaweb

INTERVISTA: Agroindustria, politiche europee e greenwashing: quale futuro per l'agricoltura?

 Intervista con Fabrizio Garbarino allevatore e contadino della Langa astigiana e presidente nazionale dell’Associazione Rurale Italiana – via Campesina Italia, per discutere della nuova PAC (Politica Agricola Comune) di 387 miliardi di euro, che dietro proclami e slogan sulla difesa dell'ambiente, del lavoro e del territorio, promuove l'ennesima concentrazione di risorse nelle mani dell'agroindustria.



La Politica Agricola Comune (PAC) da sessant'anni amministra e determina l'organizzazione dell'agricoltura nel territorio europeo. Come è nata e quali sono state le  sue principali mutazioni fino ad oggi?

– La PAC rappresenta il secondo budget dell’UE, attualmente 390 miliardi di euro in 7 anni per finanziare l’agricoltura e alimentazione in Europa. La PAC esiste da 60 anni, fu inaugurata nel 1956 con il Trattato di Roma e da allora ha visto molte fasi, modificata secondo ideologie diverse. Il contesto storico era quello del post-2a Guerra Mondiale. La PAC è nata con l’obiettivo di sfamare la popolazione europea e di permettere ai contadini di rimanere nelle campagne. Tuttavia, negli ultimi anni, la PAC è finalizzata al finanziamento dell’agroindustria e a sostenere il commercio internazionale mirato all’export.

– La PAC è di fatto l'unica politica comune europea: su altre questioni, gli Stati Membri hanno molta più autonomia e giocano la loro partita.

– La PAC si compone di due “pilastri”: il primo riguarda gli aiuti finanziari diretti, mentre il secondo supporta il ruolo delle aziende nello sviluppo rurale e nella gestione del territorio.

– Oggi c’è bisogno che i cittadini si riappropriano del tema “PAC”. Da una parte, vista la sua complessità, la PAC non è stata facilmente digerita dal dibattito pubblico; dall’altra la società civile è stata intenzionalmente tenuta al di fuori per volontà politiche. E’ tuttavia bene capire il ruolo della PAC quando vogliamo decidere su questioni fondamentali, per esempio: cosa mangiamo, chi vogliamo che produca il nostro cibo e come, quanti pesticidi vogliamo utilizzare, come vogliamo che venga gestito il territorio soprattutto nelle zone rurali, come vogliamo rapportarci con i Paesi a Sud del mondo, quale rapporto tra agricoltura e nuove tecnologie.

Come viene costruita e modificata la PAC? Quali sono le principali forze politiche ed economiche in campo? 

– Il processo burocratico e la governance dietro l’approvazione formale della PAC sono complessi: la PAC viene rivista ogni 7 anni, ma come nel caso attuale possono esserci ritardi. La PAC viene inizialmente proposta dalla Commissione Europea per poi passare al Parlamento Europeo e al trilogo finale con il Consiglio d’Europa (cioè l’insieme dei ministri all’agricoltura dei Paesi Membri). Attualmente il trilogo è in corso.

– Potere di “Copa Cogeca” all’interno del Parlamento Europeo: lobby dell’agroindustria potentissima di cui fanno parte gran parte delle organizzazioni agricole europee maggioritarie. Copa Cogeca è riuscito a fare pressione all’interno di quasi tutti i partiti.

Una volta pianificata come viene governata l'agricoltura nei paesi europei? Nello specifico l'Italia come recepisce queste politiche e quali sono gli organi che ne governano la vita?

– Una volta concluso il trilogo, la responsabilità passa ai governi nazionali che devono definire i propri Piani Strategici Nazionali in linea con la PAC europea. Nel caso dell’Italia c’è un passaggio ulteriore alle Regioni, ciascuna delle quali è responsabile di sviluppare il proprio Piano Strategico Regionale (soprattutto per quanto riguarda le questione del Pilastro 2).Le regioni hanno sovranità assoluta sulla politica agricola– In Italia, in queste settimane i contenuti del Piano Strategico stanno venendo discussi a livello nazionale tra il Ministero, le maggiori organizzazioni di categoria e le amministrazioni locali, anche se in modo poco trasparente e inclusivo.

– L’Italia nel 2018 è stata beneficiaria del 9,5% di tutti gli aiuti PAC a livello europeo, dei quali oltre 3,6 miliardi di euro in aiuti diretti.

Quali sono le novità e mancanze dell'ultima proposta per la PAC? Chi ne esce vincitore e quali sono gli sconfitti? 

– Il Parlamento Europeo, sotto pressione della lobby di Copa Cogeca, ha deciso ancora una volta di ignorare i piccoli e medi contadini europei (circa 10 milioni, 2/3 di essi possiedono meno di 5 ettari di terra) per finanziare pesantemente l’agroindustria.

– La nuova narrativa è rischiosa: mischia concetti come agricoltura sostenibile, “smart”, di precisione, tecnologica, innovativa e concetti di sovranità alimentare e agroecologia. Si tratta di “greenwashing”. Si parla molto di ridurre gli allevamenti industriali ma di fatto i finanziamenti non vengono diminuiti.

– Ma la situazione è paradossale: il Parlamento Europeo si è opposto alla strategia che avrebbe dovuto affiancare la nuova PAC, ovvero la strategia “dal Campo alla Tavola” (“Farm to Fork”) che dal punto di vista soprattutto ambientale era ambiziosa.

– Si continua a supportare il modello di gestione territoriale basato sul latifondo (con tutte le gerarchie e i rapporti di forza che esso prevede), anche se questo da un punto di vista agrario non ha alcun senso ed è controproducente. Questo perché appunto l’obiettivo non è sostenere i contadini e sfamare i cittadini ma fare profitto a vantaggio dei colossi dell’agroindustria. Anche se l’Italia è ancora un Paese di piccoli contadini, le politiche sono fatte secondo un modello completamente diverso.

– Attualmente la maggior parte dei piccoli e medi contadini italiani riceve soldi dalla UE per produrre a basso costo per la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e l’agroindustria. Questo riduce l’agricoltura ad un puro passaggio di soldi in cui poco o niente resta ai produttori.

– In Italia abbiamo multinazionali dell’agroindustria che sono tra le più importanti al mondo.

Con un emendamento è stata introdotta la "Condizionalità sociale", una clausola per cui "i beneficiari che ricevono pagamenti diretti sono soggetti a una sanzione amministrativa se non rispettano le condizioni di lavoro e di impiego applicabili e/o gli obblighi del datore di lavoro derivanti dai contratti collettivi pertinenti e dal diritto sociale e del lavoro a livello nazionale, dell'Unione e internazionale”. Cosa significa nella realtà questa aggiunta in un settore dove lo sfruttamento del lavoro non accenna a diminuire, ma al contrario si fa forte della grande quantità di manodopera a basso costo disponibile in quantità e facilmente ricattabile? 

– Cosa significa nella realtà dipenderà soprattutto da come ora il principio della condizionalità sociale verrà inserito nel contesto italiano. La prima cosa da fare è assicurarsi che, come previsto dalla normativa, il Governo italiano inserisca questo principio all'interno del Piano Strategico Nazionale della nuova PAC, implementando efficacemente un apparato di controllo e sanzionatorio appropriato nel più breve tempo possibile.

– Il problema dello sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli è altamente presente in Italia. La produzione agricola italiana dipende dai lavoratori stranieristagionali, arrivati a rappresentare circa un terzo di quelli regolarmente assunti. I gruppi più rappresentati sono i rumeni, seguiti da indiani, marocchini e albanesi. Nel 2020 l’Italia ha autorizzato l’ingresso di una quota di 20.000 lavoratrici e lavoratori stagionali extracomunitari, di cui 6.000 per l’agricoltura, ai quali vanno aggiunte le persone provenienti da Paesi dell’Unione Europea. Il 50% di essi vengono formalmente assunti in Puglia, Sicilia e Calabria.

– Il principio della condizionalità sociale mira a contenere una situazione di sfruttamento e violazione dei diritti umani da tempo disastrosa. La crisi portata da Covid-19 ha esasperato questa situazione: invece di regolarizzare e tutelare chi assicura l’approvvigionamento alimentare anche durante la pandemia, il governo ha violato ulteriormente i loro diritti. Il lavoro nero è aumentato e la mancanza del rispetto delle misure igienico-sanitarie ha favorito i contagi negli spazi di lavoro e in quelli abitativi.

Lavoratrici e lavoratori agricoli sono rimasti in condizioni di povertà e illegalità, con un carico di lavoro maggiore (perchè molta forza lavoro non è riuscita a raggiungere l’Italia), in ghetti sovraffollati e privi di qualunque servizio di base.

– Come parte del decreto “Rilancio”, l’Italia ha adottato una sanatoria per i lavoratori stranieri nel settore agricolo e domestico. Questa è stata un totale fallimento e non ha minimamente migliorato la situazione per lavoratrici e lavoratori agricoli.

Alle porte di questa nuova accelerazione verso l'agricoltura industriale ad alto sfruttamento, qual è la fotografia del comparto agricolo italiano? 

– L’agricoltura italiana è un’agricoltura contadina: su 1,5 milioni di aziende agricole, 2/3 sono ancora a gestione famigliare e contano meno di 10 ettari.

– Anche se esse sono distribuite su tutto il territorio, le situazioni sono diverse da zona a zona. Sicuramente abbiamo principalmente un’agricoltura “di pianura” (vedi Pianura Padana, Agro-pontino, Tavoliera della Puglie) dove molte aziende agricole sono più grandi e quindi ricorrono al lavoro “esterno”.

– E’ un agricoltura con un valore aggiunto molto importante. Sono presenti una grandissima quantità di prodotti di denominazione di origine.

– Dati in crescita sul biologico, anche se si tratta sempre più di biologico industriale prodotto in grandi aziende che hanno colonizzato un settore nato ed affermatosi grazie alla visione lungimirante dei piccoli produttori.

TRATTO DA: https://www.blogger.com/blog/post/edit/7689856102971556883/6638344627174120348


Sono aperte le iscrizioni per il nuovo corso dedicato ai Responsabili di aziende biologiche, ai Professionisti e Consulenti e ai Tecnici Ispettori di imprese biologiche



 La certificazione delle aziende agricole biologiche 

“LE CONOSCENZE FONDAMENTALI SULLA CERTIFICAZIONE BIOLOGICA DEFINITE DAI REGOLAMENTI EUROPEI 834/07 E 889/08 E IL NUOVO REGOLAMENTO UE 848/18”

Corso erogato in modalità online di 13 ore

Costo: 260€+IVA

Martedì 02 febbraio 2021 / 14.00-18.00 - 4 ore

Giovedì 04 febbraio 2021 / 14.00-17.00 - 3 ore

Martedì 9 febbraio 2021 / 14.00-17.00 - 3 ore

Giovedì 11 febbraio 2021 / 14.00-17.00 - 3 ore


Clicca qui per il programma dettagliato del corso


tratto da: https://www.greenplanet.net/tag/logo-bio-ue/

Il 65% degli italiani conosce “molto bene” il logo bio UE. Ma quando arriverà quello nazionale?



 In Italia il 65% degli intervistati dichiara di conoscere “molto bene” il logo biologico dell’UE, obbligatorio sulle confezioni dei prodotti biologici. Un 21% lo conosce abbastanza, il 7% non molto bene e un 7% per niente. È quanto emerge da un’indagine riguardante il ruolo dei consumatori in merito agli aspetti in gioco nell’acquisto di prodotti alimentari in Italia, Francia e Germania. La ricerca è stata commissionata da Biols.Eu, progetto internazionale a cui collabora il consorzio italiano European Organic Partners (Eop) e Bionext, organizzazione olandese della filiera biologica. Il progetto, con una campagna triennale (2019-2021), si propone come la somma di diverse iniziative in Germania, Francia e Italia realizzate grazie al finanziamento dell’Unione europea. L’obiettivo principale – si spiega in una nota – è quello di promuovere lo stile di vita biologico.

Con l’indagine viene segnalato in particolare che “a causa dell’assenza del marchio biologico nazionale in Italia, la conoscenza del logo biologico dell’UE è migliore in Italia che in Francia e in Germania, dove esistono invece loghi nazionali (volontari) molto conosciuti”. L’analisi riporta inoltre che “in Italia, i consumatori sembrano essere meno sensibili al livello di prezzo più elevato dei prodotti biologici: il 18% degli intervistati afferma che il prezzo (più alto) è ciò che contraddistingue maggiormente il biologico rispetto al cibo convenzionale, in Francia e Germania è rispettivamente il 27% e 29%”.

Tuttavia, tra i non consumatori di bio, in Italia, quasi uno su tre di prodotti biologici non acquista questi prodotti perché ritiene siano troppo costosi.

tratto da: https://www.greenplanet.net/tag/logo-bio-ue/

ZONA COMMERCE: IL MARKET DI CONFCOMMECIO PER SOSTENERE IL TUO NEGOZIO FISICO

da Confcommercio 

Le attività commerciali e produttive sono di nuovo in sofferenza e non sono poche le preoccupazioni per il futuro.

Per venirTi in aiuto Confcommercio offre "Zona Commerce"  uno strumento creato per rafforzare il negozio fisico, moltiplicandone la visibilità e raggiungendo anche quei potenziali clienti ormai abituati ad acquistare on line.
Ti diamo la possibilità di sperimentare gratuitamente per un mese la ns. piattaforma di vendita ! 
In allegato la locandina con le tutte le informazioni !!!


9 DICEMBRE 2020 WEBINAR ONLINE Internazionalizzazione del BIO – Made in Italy: focus USA

 PROGRAMMA

 

ore 15.00 - SALUTI INTRODUTTIVI E PRESENTAZIONE PIATTAFORMA ITA.BIO 

 

José RALLO | Consigliera d'Amministrazione Agenzia ICE
Paolo CARNEMOLLA | Segretario Generale FederBio

 

ore 15.15 - DIMENSIONI E POSIZIONAMENTO DEL BIOLOGICO ITALIANO SUI MERCATI INTERNAZIONALI: IL FOCUS SUGLI STATI UNITI


Silvia ZUCCONI | Responsabile Market intelligence & Business Information Nomisma 
Evita GANDINI | Project Manager Nomisma

 

Moderazione

Armando GAROSCI | Giornalista Largo Consumo

 

 

ore 15.45 -OPPORTUNITÀ E PERCORSI DI PROMOZIONE DEL BIO ITALIANO

- FOCUS SU USA & DIGITAL

 

Antonino LASPINA | Direttore ICE New York  

Carlo Angelo BOCCHI | Team leader GDO & E-commerce Azienda ICE  | Strategie promozionali sui canali digitali

Dino BORR| Eataly North America 

Seymour POND Proprietario e Buyer Pondini Imports USA

Domenico LUNGHI | Coordinatore Eventi Private Label, Food & Pet Industries BolognaFiere

Davide BUONO | Business Development & Channel Manager Alibaba.com

 

ore 16.45 - STORIE DI SUCCESSO

 

Ivo NARDI | Amministratore Delegato Perlage Wines

Elisa ZAMPERONI | Export Manager Gruppo Germinal

 

ore 17.15 - SEZIONE Q&A


ore 17.30 CHIUSURA LAVORI

 

Guido MAGNONI | Ufficio Agroalimentare e Vini ICE


La partecipazione è gratuita. È richiesta l'iscrizione al seguente link:
Il giorno prima dell'evento gli iscritti riceveranno una comunicazione
con il link per accedere alla diretta. 
NFO:

biologico@nomisma.it

 

Per rimanere aggiornato:
www.ita.bio




Meglio Bio in Piazza 2020, mercato dei prodotti biologici bresciani


Per la prima volta dopo il lockdown, Meglio Bio in Piazza, la manifestazione organizzata nel centro di Brescia dall’associazione di produttori biologici La Buona Terra in collaborazione con il Comune di Brescia. 

Brescia - Meglio Bio in Piazza si avvale del patrocinio del progetto East Lombardy – Regione Europea della Gastronomia, nell’ambito della rete di iniziative finalizzate a valorizzare la cultura enogastronomica della Lombardia Orientale. Questo il calendario della manifestazione fino a fine 2020 (il mercato si svolge sempre in orario 9.30-19.00).

  • Martedì 8 dicembre in piazza Vittoria
  • Domenica 27 dicembre in piazza Vittoria

Brescia - Meglio Bio in Piazza si possono acquistare prevalentemente prodotti tipici bresciani e lombardirigorosamente biologici: ortofrutta, formaggi vaccini e caprini, salumi, vini e olio extra vergine di oliva, confetture e conserve di frutta e verdura, sottoli, succhi di frutta, prodotti allo zafferano e a base di mais. Non manca anche uno spazio dedicato ai prodotti non alimentari, realizzati con materia prima biologica o naturale e privi di tossicità per l’ambiente e per l’uomo: abbigliamento e prodotti cosmetici.

I visitatori inoltre possono confrontarsi direttamente con i produttori, conoscere il loro lavoro, assaggiare i loro prodotti e approfondire la propria conoscenza delle metodologie dell’agricoltura biologica.

Ogni settimana si può comunque continuare a far spesa di prodotti biologici bresciani al mercato settimanale dell’associazione La Buona Terra, aperto ogni sabato mattina a Brescia nella sede provvisoria del parcheggio di via Morelli (di fronte all'entrata dell'area circo/lunapark, a poche centinaia di metri dalla sede abituale della Cascina Maggia).

info: https://www.labuonaterra.it/

Fiere Zootecniche internazionali a Cremona il 3-5 dicembre: gli eventi Bio


Si svolge da giovedì 3 a sabato 5 dicembre l’evento internazionale di Cremona dedicato alla zootecnia, nell’ambito del quale sono due  i convegni, tutti in streaming, specificatamente dedicati alla zootecnia biologica.

Il primo, il convegno conclusivo del progetto FILBIO “Sviluppo di una filiera biologica e no Ogm per la produzione di latte e Grana Padano Dop” – PSR Lombardia 2014-2020, si svolge il 3 dicembre dalle 14.30 alle 15.30, ed è organizzato da Cittadella cooperazione – Confcooperative FedAgriPesca Lombardia.

Il secondo evento è un seminario dedicato al “Benessere animale nella riforma della PAC – Evidenze scientifiche e politica rurale, focus sui monogastrici“. E’ organizzato da AIAB – Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica in collaborazione Coalizione Cambiamoagricoltura, ed avrà luogo il 4 dicembre alle ore 15.20. Fa riferimento al progetto PPILOW (Poultry and Pig Low- input and Organic production systems’ Welfare), progetto europeo che ha l’obiettivo di individuare le migliori pratiche e soluzioni concrete per il benessere di avicoli e suini allevati in sistemi di produzione all’aperto biologici e a basso utilizzo di input.

Il programma si può vedere QUI

Per assistere agli eventi cliccare su questo LINK 

Fonte: Fiere Zootecniche internazionali Cremona


Contadine GasP, una rete di piccoli produttori veronesi


 

LA CUCINA CONTADINA direttamente a casa tua

 


Coldiretti, mercato al coperto di Campagna in centro città. Al via i lavori per l’apertura a dicembre

 Un mercato contadino al coperto nel centro città con l’obiettivo di creare uno spazio per acquisti e degustazioni di prodotti a km zero ma anche di incontro e di educazione alimentare.

E’ questo il progetto di Coldiretti Verona che, forte del successo dei 10 mercati di Campagna Amica nei quartieri del comune di Verona e di quelli in provincia, a dicembre inaugurerà il mercato al coperto nel quartiere Filippini, in via Macello 5/a, a pochi passi da piazza Bra.

Il mercato sarà aperto il sabato e la domenica dalle 8 alle 13. In uno spazio di circa 700 metri quadrati totalmente ristrutturato, i cittadini consumatori potranno trovare aziende agricole veronesi con prodotti freschi e di stagione a km zero, e vivere esperienze sensoriali attraverso laboratori, assaggi guidati dai produttori e giornate a tema. A bambini e ragazzi, in collaborazione anche con le scuole, saranno dedicati momenti formativi. Le iniziative dedicate alla degustazione dei prodotti sarà organizzata da Coldiretti Verona in collaborazione con la Cooperativa Sociale Centro di Lavoro San Giovanni Calabria.

Il progetto, piuttosto articolato, prevede la fruizione dello stabile principale del complesso storico conosciuto come “Ex macello”.

Alla presentazione di avvio dei lavori, preceduta da un video che illustra l’evoluzione del progetto, partecipano Federico Sboarina, Sindaco di Verona, Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Veneto e Verona, Maurizio Ascione Ciccarelli, vice presidente di Agec e Gianfranco Zavanella, presidente della Cooperativa sociale Centro di lavoro San Giovanni Calabria.

A presentare l’iniziativa è stato l’attore e regista Solimano Pontarollo, direttore artistico di Teatro Satiro off – Casa Shakespeare.

I lavori di ristrutturazione dell’area, in gestione a Coldiretti Verona assegnataria del bando Agec, inizieranno la settimana prossima.

“Vogliamo proporre alla cittadinanza e ai turisti il meglio dell’agricoltura veronese attraverso la vendita diretta dei prodotti. Desideriamo altresì che il mercato diventi un punto di riferimento dove poter fare una spesa consapevole, sicura, di qualità e garantita dai produttori oltre che un luogo da frequentare per assistere a iniziative ed eventi di cultura del cibo.

Le tradizioni veronesi, le ricette delle nonne ma anche consigli su come alimentarsi correttamente fanno parte del progetto della Fondazione Campagna Amica che coinvolge in tutta Italia migliaia di imprenditori agricoli in centinaia di mercati. Ci auguriamo che tutti i veronesi, a partire dai residenti del quartiere, apprezzino e frequentino il nuovo mercato”, precisa Daniele Salvagno.

“L’Amministrazione comunale sta intervenendo da tempo sulla qualificazione di aree cittadine. Questa si trova in una buona condizione ma va maggiormente valorizzata. E’ un quartiere da far conoscere a turisti ma anche agli stessi veronesi”,

ha detto il Sindaco Sboarina che ha evidenziato l’importanza di portare in centro città la tradizione e la cultura agricola veronese.

“Il rione fa parte della nostra storia e attraverso questo intervento, per cui ringrazio la Coldiretti, si valorizza un’area incastonata come una perla nel centro storico”.

Maurizio Ascione Ciccarelli ha evidenziato come

“quest’area ha avuto vicissitudini sfortunate ma vogliamo dare un nuovo segnale. Lo spirito di Coldiretti ha sposato in pieno i nostri intendimenti di sviluppare un luogo aperto alla cittadinanza”.

“E’ significativo in questi momenti creare uno spazio sociale. – ha detto Gianfranco Zavanella – Noi saremo il braccio operativo nel seguire il progetto del laboratorio alimentare e servizi di tipo sociale”.

Già dal fine settimana, in occasione del Tocatì, le aziende di Coldiretti Verona proporranno laboratori didattici sull’olio, il miele e sulla lana della pecora Brogna dedicati ai bambiniSaranno presenti dalle 10 alle 18 anche aziende agricole con prodotti tipici in vendita.

Questa sera alle 18 il progetto del mercato sarà illustrato ai residenti del quartiere durante un aperitivoorganizzato da Coldiretti in collaborazione con la Prima Circoscrizione e il Comitato Rionale Filippini.

dal sito COLDIRETTI VERONA

Lunedì 30.11.2020 – «Indovina chi… incontriamo in cucina?»: cena interculturale online

 


Al via anche quest’anno, per la settima volta a Verona, il progetto «Indovina chi viene a cena?» trasformato per l’occasione in un’ edizione online, ovvero in «Indovina chi… incontriamo in cucina?».

Grazie a Cookpad Italia, che dialogherà e cucinerà via Zoom con le famiglie ospitanti, l’associazione culturale Veronetta129 continuerà a coordinare con l’entusiasmo di sempre l’incontro tra le persone. Sulla pagina Facebook «Indovina chi viene a cena? Verona» troverete informazioni e aggiornamenti.

Il prossimo incontro online, durante il quale si potranno cucinare ricette di diversi paesi raccontate da persone straniere ma residenti a Verona, sarà lunedì 30 novembre alle ore 17,30.

Vuoi partecipare? Iscriviti scrivendo una mail a info@veronetta129.it (l’iscrizione prevede anche la tessera dell’associazione che ha la durata di una intera edizione di Indovina chi viene a cena e che quindi varrà per i prossimi incontri proposti e il costo di 5 euro); due giorni prima dell’incontro riceverai un link-zoom e «la lista della spesa»; durante l’incontro chiacchiera con il/la protagonista dell’incontro e, se vuoi, cucina anche tu il piatto proposto; aspettiamo le foto del piatto che hai preparato o un commento sull’esperienza.

Come da progetto, la famiglia ospitante riceverà un contributo libero per coprire le spese. Quindi, se volete e ne avete la possibilità, puoi sostenere il progetto con una «donazione libera a indovina» a questo IBAN: IT08J0503411711000000000477.

Da marzo 2014 a gennaio 2020 a Verona si sono organizzate 81 cene con 372 ospiti accolti, 33 famiglie coinvolte e 31 nazionalità rappresentate. Sono questi i numeri del progetto di relazione per mezzo del cibo, che sta diventando anche a Verona una piccola ma grande modalità per conoscere da vicino la cultura e le tradizioni del paese d’origine di tante persone ospitanti di origine straniera che vivono nel territorio già da tanti anni.

Il link all’evento Facebook.

Per maggiori informazioni: 334.5291538 – info@veronetta129.it