25 anni di GranCan: da luogo di cura a esperienza di inclusione


“ANTHROPOCENE - L’EPOCA UMANA” Proiezione del film/documentario a San Pietro in Cariano


LUNEDI' 16 DICEMBRE 2019, ore 20:45

“ANTHROPOCENE - L’EPOCA UMANA” 
Proiezione del film/documentario. Di J. Baichwal, N. de Pencier, E. Burtynsky 
(Canada 2018, 87’, v.o. sott. It.) 

Anthropocene è l’ultimo, dopo Manufactured Landscapes (2006) e Watermark  (2013), di una trilogia di documentari sull’impatto delle attività umane sul nostro pianeta. Un viaggio in sei continenti, per accostare i diversi modi nei quali l’uomo sta sfruttando le risorse terrestri e modificando la Terra più di quanto facciano i fenomeni naturali stessi. Una testimonianza potentemente visiva di come l’uomo ha operato sull'ambiente negli ultimi 100 anni, tanto da far parlare di una nuova epoca geologica: l’Antropocene.

- Introduzione da parte dell'Architetto del paesaggio, Flavio Pasqualini ed intervento di un rappresentante dei Fridays For Future di Verona.

ore 20:45/Teatro Noi/via Chiesa, 19/San Pietro in Cariano

Ingresso ad offerta libera (si consiglia un minimo di 3,00 euro per sostenere le spese della serata). 
Ingresso Gratuito per i minorenni. 

PER CHI VOLESSE INOLTRE TESSERARSI (10 euro), FACCIAMO PRESENTE CHE TERRA VIVA SOSTIENE IMPORTANTI PROGETTI FORMATIVI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE SUL NOSTRO TERRITORIO QUALI GLI ORTI DIDATTICI DELLE SCUOLE DELLA VALPOLICELLA E L’ORTO TERAPIA 

INFO  gruppoterravivaverona@gmail.com / 333 5213792 /   www.terravivaverona.org 


Incontro/presentazione di Legambiente Valpolicella

Presentazione del Circolo Legambiente Valpolicella e suoi obiettivi. Sarà presente Chiara Martinelli di Legambiente Verona che esporrà alcune tematiche ambientali legate al territorio. Previsto un brindisi per gli auguri di Natale e un piccolo pensiero eco-sostenibile. 

SABATO 14 DICEMBRE 
alle ore 16:00 

Villa Betteloni a Castelrotto  di San Pietro in Cariano.

Ma il legno è davvero sostenibile? Domenica 26 Gennaio 2020 alla Biolca




Domenica 26 Gennaio 2020 dalle 9.30 alle 17.30
Relatrice: Elena Vettore, architetto e autocostruttore
Il legno è presente ovunque all’interno delle nostre case, ma cosa sappiamo veramente di questo splendido e diffusissimo materiale?
In questo seminario indagheremo sui numerosi trattamenti e lavorazioni che il legno subisce prima di diventare oggetto di arredo per capire quando è sano e sostenibile.
Durante la giornata di seminario impareremo a coltivare l’innato legame emotivo che ci connette al legno, comprendendo allo stesso tempo cosa si nasconde oltre la superficie. Dedicheremo quindi particolare attenzione ai tipi di verniciatura e incollaggio, offrendo alternative sane e sostenibili e imparando, attraverso prove pratiche, come scegliere ed usare trattamenti naturali che curino il legno senza emettere sostanze dannose.
Il seminario è rivolto soprattutto a chi vuole creare un ambiente sano e sicuro per la propria famiglia e che cerca alternative pratiche e creative al paradigma “sano è costoso”.
Contenuti:
  • provenienza del legno, certificazioni FSC e PEFC;
  • derivati del legno: OSB, MDF, compensato, truciolare…
  • panoramica sulle diverse essenze ed effetti benefici sulla salute;
  • emissioni dannose di collanti e vernici;
  • pavimenti in legno (parquet, laminati…): rischi e alternative sostenibili;
  • porte e finestre in legno: come sono fatte?
  • mobili low cost o mobili di design: la sostanza non cambia;
  • accenni sul tema delle case in legno;
  • come avere mobili economici ma sani in legno massello;
  • accortezze da usare per mobili in pallet o cartone; parte pratica:
  • come scegliere e usare vernici e trattamenti naturali in commercio;
  • come creare colorazioni e trattamenti naturale fai da te;
Relatrice: Elena Vettore, architetto e autocostruttore, profondamente appassionata di permacultura e sostenibilità. Cura il sito 8plan.net
Dove e quando: Domenica 26 Gennaio 2020 dalle 9.30 alle 17.30 presso la sede Biolca a Battaglia Terme PD
Quota di partecipazione: € 60,00 per i soci Biolca (i non soci devono aggiungere la quota associativa di € 22,00 che dà diritto a ricevere il mensile Biolcalenda per un anno).
Nell’intervallo di mezzogiorno, possibilità di pranzare in sede con un menù biologico vegetariano (contributo € 10).
Adesioni: il corso è a numero chiuso e le adesioni verranno raccolte in base all’ordine di arrivo.
SCONTO SPECIALE per voi e ogni amico che porterete: regalerete ad entrambi uno sconto di 10€ (comunicarlo all’atto dell’iscrizione).


Per informazioni e/o iscrizioni: 049 9101155 (Biolca) o 345 2758337 (Martina)
o info@labiolca.it - BIOLCA in via G. Marconi 13 - 35041 Battaglia Terme - PD
049 910 1155

Fondazione MAST di Bologna. Da conoscere



ORARI FESTIVITA'

24.12.19 dalle 10.00 alle 16.00
25.12.19 dalle 12.00 alle 19.00 
26.12.19 dalle 10.00 alle 19.00
31.12.19 dalle 10.00 alle 16.00 
01.01.20 dalle 12.00 alle 19.00 

Fondazione MAST
Via Speranza, 42
40133 Bologna

www.mast.org

Con la Brexit arriva il pollo al cloro



Tra le conseguenze negative che i britannici subiranno per l’uscita dall’Unione Europea potrebbe esserci il ritrovarsi con livelli più elevati di pesticidi negli alimenti. Anche se il governo inglese ha dichiarato che gli elevati standard ambientali in materia previsti nella legislazione Ue saranno mantenuti nel post Brexit, sono molti a pensare che le cose potrebbero non andare così.
Per due ragioni.  Prima di tutto perché l’uscita dalla Ue potrebbe creare buchi normativi che consentirebbero – per esempio – l’utilizzo di maggior quantità di pesticidi. In secondo luogo perché, al di fuori delle regole Ue, il Regno Unito potrebbe stipulare singoli accordi commerciali che consentirebbero di importare alimenti contenenti quantità di residui oggi non permessi.
Il dato certo è che finora l’Ue è stata una sorta di volano delle politiche ambientali del Regno Unito: circa l’80% della normativa ambientale inglese riguardante inquinamento, rifiuti, pesticidi, emissioni ha origine dal recepimento della legislazione (direttive, regolamenti, decisioni) comunitaria. Nel momento in cui la Brexit diventerà realtà sarà necessario riordinare la normativa del Regno Unito in materia. Un processo lungo e complesso che creerà un vuoto normativo difficilmente colmabile prima del 2021.
“Finora la Commissione europea ha svolto un ruolo di stimolo e di inquadramento generale sulla normativa ambientale e sull’introduzione di standard di qualità elevata. Questo ruolo è tuttora fondamentale: se si dovesse indebolire – non solo per la Brexit ma anche in seguito a defezioni/allontanamenti di altri Paesi – si avrebbe un contesto che aprirebbe la strada a situazioni dove la convenienza di un singolo Paese potrebbe essere messa avanti alla sicurezza alimentare e alla tutela ambientale”, sottolinea Lorenzo Ciccarese, responsabile dell’Area per la conservazione e degli habitat e per l’uso sostenibile delle risorse agro-forestali di Ispra.

Brexit, ci sarà ancora un approccio precauzionale?

“Le norme dell’Unione europea, attualmente vigenti anche nel Regno Unito, adottano un approccio ‘precauzionale’ alla regolamentazione degli alimenti e dei manufatti: sono consentiti solo prodotti e processi che si sono dimostrati sicuri“, aggiunge Ciccarese. “Mentre ad esempio gli Stati Uniti – Paese con cui il Regno Unito intende aprire in futuro rapporti commerciali privilegiati, a partire dai prodotti agro-alimentari — usano un approccio diverso, autorizzando tutto ciò di cui non è stata ancora dimostrata la pericolosità. Come i polli trattati con soluzioni a base di cloro, ammessi negli Usa ma banditi nell’Ue, che gli inglesi potrebbero ritrovarsi in tavola”.
D’altronde i rischi ambientali posti dalla Brexit agiranno in entrambe le direzioni. Da sempre il Regno Unito ha spinto ad esempio per alzare le ambizioni climatiche all’interno dell’Ue, anche nei negoziati internazionali e di tutela della biodiversità in ambito Onu, sollecitando una politica agricola comune più verde.  L’Ue potrebbe avere difficoltà a mantenere lo slancio politico su questi temi con il Regno Unito non più parte dell’Unione.
Proprio per mettersi al riparo dagli effetti negativi di un’uscita disordinata dalla Ue, numerosi gruppi ambientalisti oltremanica stanno facendo pressioni sulle istituzioni affinché la Brexit possa diventare un’opportunità per definire un quadro regolatorio ancora più chiaro e severo in materia di pesticidi. In tale ottica va letta l’azione portata avanti da Pesticide Action Network e Soil Association nel rapporto “The Cocktail Effect”, nel quale  si sostiene come proprio l’uscita dalle Ue potrebbe essere l’occasione buona per ridurre l’uso di pesticidi e migliorare i sistemi di monitoraggio.

In 30 anni aumentati uso di pesticidi nel Regno Unito

Negli ultimi 30 anni infatti l’impiego di pesticidi ed erbicidi nel Regno Unito è decisamente aumentato con pesanti conseguenze per la salute e l’ambiente. A preoccupare in particolare è l’effetto cocktail visto che, secondo recenti studi, in alcuni prodotti alimentari presenti sul mercato inglese sono stati trovati fino a 14 differenti residui di pesticidi. Un problema che riguarda non solo la salute umana ma anche l’ambiente che è risultato contaminato con un cocktail di pesticidi nei due terzi dei terreni testati.
“Anche nell’ambito dalla ricerca le ripercussioni della Brexit o meglio di un sentire meno comune potrebbero essere disastrose”, conclude Ciccarese. “I programmi di ricerca europei  – penso a Horizon 2020 e a Horizon plus Europe che gli succederà – sono finanziati dalla Commissione: è chiaro che una Commissione meno coesa  è meno forte e meno in grado di mettere a segno studi e programmi in un’ottica di sostenibilità”.

tratto da: https://www.cambialaterra.it/2019/12/con-la-brexit-arriva-il-pollo-al-cloro/?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterCLT

Ogni mezz’ora perdiamo 500 ettari di terra fertile

Serve una gestione sempre più sostenibile del suolo. In occasione della sua giornata mondiale, FederBio ricorda l’importanza di tutelare la fertilità del terreno, preziosa risorsa dove si concentra gran parte della biodiversità del pianeta in termini di organismi viventi.
Dai dati Fao, si stima che oltre il 33% dei suoli mondiali sia moderatamente o fortemente degradato. Il fattore preoccupante è che, nel mondo, ogni mezz’ora vengono persi 500 ettari per erosione, inquinamento o cementificazione. Mentre per formare 1 centimetro di suolo fertile occorrono dai 100 ai 1000 anni.
L’agricoltura intensiva, la monocoltura, l’uso di diserbanti e concimi chimici di sintesi sono tra gli elementi che più impoveriscono il terreno, riducendo la materia organica e la concentrazione di microrganismi e quindi la fertilità.
Secondo un recente studio, l’erosione in Italia interessa un terzo della superficie agricola del Paese e genera una perdita annuale di produttività pari a 619 milioni di euro. Al contrario l’agricoltura biologica e le colture organiche regalano sostanze nutritive al terreno, invece che esaurirlo, e consumano il 45% in meno di energia. Il mantenimento della fertilità dei suoli nell’agricoltura biologica rappresenta infatti un presupposto fondamentale per consentire alle colture condizioni più salubri ed equilibrate e quindi la rinuncia all’impiego di input chimici di sintesi.

Suolo, Mammuccini: necessario e urgente impegno di tutela

“Un terreno degradato riduce la sua capacità di mantenere e immagazzinare carbonio, contribuendo a minacce globali come il cambiamento climatico”. Lo dice Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. È quindi necessario e urgente – continua – “un impegno finalizzato a prevenire il deterioramento irreversibile del suolo e ad accelerare l’attuazione delle misure di ripristino e per questo è fondamentale investire in termini strategici per la diffusione dell’agricoltura biologica e biodinamica basate proprio sull’aumento della fertilità del suolo. Anche la Fao indica come strategico l’approccio agroecologico di cui l’agricoltura biologica rappresenta il modello più avanzato ed efficiente, in grado di rispondere concretamente a obiettivi fondamentali come il contrasto al cambiamento climatico, la tutela della biodiversità e la fertilità dei terreni”.