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Le elementari di Corrubbio all'orto sinergico di Terra Viva

Venerdi 27 maggio in una splendida giornata di sole le 4 classi delle elementari di Corrubbio (2 prime e 2 seconde) hanno visitato l'orto sinergico di Terra Viva dove ad accoglierli c'erano Maria Grazia, Flavio e Vittorio. 
Se qualche famiglia vuole coltivarlo c'è ancora posto e sarete i benvenuti!!! info Roberto: 329 9608581








Green Generation: una Stella in Africa


L’entusiasmo e la generosità dei giovani
spesso li porta lontano, per mettersi alla
prova, ma anche per fare la differenza.
È certamente il caso di Stella Beghini:
25 anni, veronese, in tasca una laurea in
scienze politiche a Milano e un master a
Edimburgo, dal giugno 2015 si trova nello
Swaziland con COSPE (Cooperazione per
lo Sviluppo dei Paesi Emergenti), onlus
fiorentina nata nel 1983 e attiva in 30 Paesi
del mondo con 150 progetti. Lì si occupa
di un progettosu agricoltura ed ecoturismo
nel Lubombo, una regioneal confine
con il Sudafrica e il Mozambico.
Esplorando il mondo
Stella ha respirato in casa fin da bambina
l’attenzione per l’alimentazione, per
l’ambiente, per l’altro e le loro interazioni,
nascendo all’interno di una famiglia che
l’ha sempre portata a riflettere sul cibo
e sulla sua provenienza: “L’attenzione
alla buona alimentazione e alle origini
di quello che portiamo sulla tavola c’è
sempre stata nella mia famiglia. Si è anche
sempre rinnovata, sperimentando nuove
modalità di acquisto con i GAS locali e
conoscendo sempre più realtà del nostro
territorio, giovani e meno giovani. A casa
abbiamo anche un orto che condividiamo
con un’altra persona e che per tutto l’anno
porta valore aggiunto alla nostra tavola.
Siamo anche impegnati nella coltivazione
di viti ed ulivi: questi ultimi ci danno ogni
danno una quantità di olio sufficiente
per il consumo domestico”. Stella cresce
quindi in un ambiente stimolante che la
porta, negli anni, ad avere le idee sempre
più chiare su ciò che desidera approfondire,
su quei meccanismi che cercherà via
via di indagare attraverso un impegno
diretto che non si limiterà al solo studio,
ma che la porterà in viaggio in Italia, inEuropa, fino a raggiungere l’Africa. 

Fumane, una casa a misura di bambino





Pesticidi a Malles: il tribunale boccia il referendum

MALLES. Il tribunale di Bolzano, con una sentenza in sede civile, boccia il referendum sull’uso dei pesticidi che si era tenuto a Malles nel settembre 2014. Allo stesso tempo, però la sentenza non tocca il regolamento comunale approvato nei mesi scorsi che limita nei fatti l’utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura.
La sentenza arriva a seguito della richiesta avanzata ancora prima del settembre di 2 anni fa, da circa 150 residenti che ai magistrati chiedevano se il referendum fosse legittimo. Ora i giudici si sono pronunciati, giudicando che il referendum non poteva tenersi, come inamissibile era anche il quesito referendario stesso. Bocciati anche i promotori del «Comitato per una Malles libera dai pesticidi» che avevano proposto il referendum, non avendo il legittimo diritto a fare svolgere il referendum stesso. Soddisfatto il Bauernbund che, da sempre si era detto contrario a quanto deciso poi dai residenti del comune venostano. Il 75% degli elettori di Malles (il 69% era andato a votare), avevano detto sì alla introduzione del divieto all’uso di pesticidi nello statuto del Comune guidato dal sindaco Ulrich Veith.
Fin qui il referendum. Ma poi lo stesso Comune nei mesi scorsi ha emanato un regolamento sul tema, che fissa limiti precisi per l’uso delle sostanze chimiche inagricoltura. E il regolamento non viene toccato direttamente dalla sentenza. «Proprio perché non faceva alcun riferimento al referendum, su nostra precisa scelta», così il sindaco Veith. In pratica, la decisione del tribunale non boccia quindi le restrizioni in vigore sull’uso dei pesticidi.

tratto da:

30 Maggio a Padova


2 giugno a Tregnago


Interessante iniziativa sabato 28 maggio


I VINCITORI DEL PREMIO "VALPOLICELLA MI PIACE", quarta e ultima parte

SEZIONE MEDIE
I.C B.LorenzI" Fumane classe II A con il progetto
IL PONTE DELL UNIONE
Premiato per la ricerca e il coinvolgimento dei ragazzi nelle fasi della progettazione e realizzazione dove hanno dimostrato particolare entusiasmo




La menzogna sul glifosato


Le dichiarazioni sul glifosate “probabilmente non cancerogeno”

E’ veramente come il tempo di queste settimane l’aria che tira sulla questione. Un giorno scirocco un giorno tramontana, un giorno fa bene un giorno fa male, ogni organizzazione dice la sua. Neanche al bar del porto a tarda ora ogni opinione ha un così alto grado di autorevolezza. EFSA, IARC, FAO, OMS, solo per rimanere in Europa, oltreoceano non sappiamo (ma immaginiamo). Come giocassero a nascondino, o a spararla più grossa.
Così il risultato è che ognuno fa quello che vuole, che gli fa più comodo, confusione è fatta, ognuno si regoli come vuole. Se qualcuno aveva dubbi sugli effetti almeno si è chiarito il dubbio su chi comanda ai piani alti. Almeno si capisce che il potere delle multinazionali è sovragovernativo, sovranazionale e probabilmente sovrascientifico.
I nostri ministri Galletti, Martina e Lorenzin si sono espressi poco tempo fa per il ritiro, chissà cosa penseranno ora.
Così procederà la desertificazione e la scomparsa di biodiversità, le colture OGM presseranno l’Europa ancora più minacciosamente, le agricolture contadine di tutto il pianeta subiranno un altro attacco, forse decisivo. Il potere in agricoltura sarà ancor più nelle mani di pochi produttori di semi, pesticidi, mercato, trasformazione, commercio, vendita del cibo. Gli ecosistemi e le acque ne saranno ancora più saturi.
Se ora “solo” il 70% della popolazione europea tutta ha residui di glifosate nelle urine nel giro di qualche anno ancora sarà il 100%.
Questa è la portata della dichiarazioni odierne di FAO ed OMS.
Non ho mai visto una simile tempestività e contemporaneità dei mezzi di stampa nel dare la notizia, sembravano campane a festa che annunciano una grande notizia: finalmente liberi di avvelenare! Strano è che questa dichiarazione sia arrivata dopo poco tempo dal pronunciamento del parlamento Europeo, che ha approvato il rinnovo del commercio per 7 anni per 370 voti contro 225 con 105 astenuti. Cosa che fa pensare che l’industria chimica non abbia ancora ponto un ricambio altrettanto promettente. In compenso hanno promesso che faranno più controlli, più analisi. Tristissima consolazione, oltre ad essere lasciati avvelenare ne saremo anche scientificamente informati ed aggiornati.
Sono profondamente convinto, come i 92 scienziati di tutto il mondo che hanno sottoscritto la mozione per il parlamento europeo per sostenere il ritiro dal commercio del glifosate, della probabile cancerogenicità dello stesso ma non è questo l’unico motivo sanitario che mi preoccupa. Ci sono molte altre patologie umane che sono state viste essere in relazione con esso, dalla sterilità alla intolleranza al glutine, dalle malformazioni neonatali, dalla insufficienza renale alle immunopatie, dalla anemia alle malattie neurodegenerative.  Anche se la più paurosa è il cancro, anzi i cancri.
Finché dura la tenzone a colpi di pubblicazioni e voti l’unica cosa da fare era di rispettare il principio di precauzione, a tutti i livelli amministrativi, dai più alti ai più bassi.
Mentre a noi non resta che rimboccarci ancora le maniche e continuare la strada intrapresa di informazione, di contatti con le persone sensibili, di proposte di agricoltura sostenibile.


Giovanni Beghini (nella foto), Presidente della nostra Associazione

Mcs, tra inquinamenti e malattie ambientali: se questo è un uomo

Ci sarà mai un Partito della Salute? Una lista elettorale in difesa (esclusiva) della salute pubblica minacciata? Chissà. Intanto, nuove produzioni culturali avanzano: docufilm, libri, petizioni e convegni denunciano l’avanzata delle malattie ambientali. Causate (o correlate) da quello che comunemente ci circonda, consumiamo, respiriamo, indossiamo e mangiamo. All’ultimo Trento Film Festival proiettato ‘Zona Bianca’ del francese Gaëlle Cintré, un film sugli elettrosensibili, due donne in fuga da tutto, colpa antenne di telefonia mobile e irradiazioni ubiquitarie Wi-Fi. Immagini shock girate senza elettricità, con una macchina a tecnologia manuale. Devono fuggire dalle città – dice il regista che ne mostra l’allucinante vita cavernicola, sospesa in una dimensione primitiva – una volta ammalti si entra in sopravvivenza, in isolamento forzato per trovare rifugio. Le aree free elettrosmog sono rare.” Se penso al Wi-Fi che Facebook e Google lanceranno nello spazio, prima sull’Africa,  gente come loro non avrà scampo....................

.......il resto dell'articolo lo leggi su:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/22/mcs-tra-inquinamenti-e-malattie-ambientali-se-questo-e-un-uomo/2750637/



PRIMO MERCATINO DEI BAMBINI IN VALPOLICELLA


Programma ESTATE 2016. Iniziamo col 24 Maggio


I VINCITORI DEL PREMIO "VALPOLICELLA MI PIACE", terza parte

SEZIONE SUPERIORI
Istituto Tecnico Agrario " Stefani Bentegodi " classe II BTS con il progetto 
SOFIA 
Costruire un Ecomuseo in Valpolicella valorizzando la chiesa di S. Sofia di Pedemonte
Definito un progetto ambizioso, il premio a sostegno del futuro di tale progetto su una base di ricerca e di approfondimento. La prospettiva è fortemente innovativa e si presta ad interventi che possono rendere il territorio vivo e fruibile.



Molto chiaramente da NATURASI'


FESTAMBIENTE ai Balconi di Pescantina


IL GLIFOSATE A VERONA

A Verona da qualche tempo è in corso una singolar tenzone tra il comune e la sua Amia da una parte ed il comitato veronese stop glifosate, con spese (sanitarie) a carico degli inermi cittadini.
Le irrorazioni sono state sempre puntuali, davanti a scuole in giorni di apertura delle stesse e piazze nei giorni di mercato, sempre regolarmente segnalate con appositi premurosi cartelli che invitano la popolazione a stare alla larga per 48 ore. I cani, che probabilmente non leggono, sono stat visti evitare spontaneamente le aiuole.
Così  come grande regna la confusione a livello di Unione Europea sulla opportunità di usare questo famigerato diserbante, un giorno condanato ed un giorno riabilitato, altrettanto immensa  è la confusione al comune di Verona.
Un mesetto fa il consiglio comunale all'unanimità approva una mozione mentre pochi giorni fa la giunta comunale (che sia stata completamente assente dal consiglio precedente?) approva una delibera in cui dichiara che, non essendoci specifici divieti, userà il glifosate quando e come lo riterrà opportuno (opportuno dal punto di vista del risparmio dell'azienda, non altri più nobili intenti).
Dal 1992 si parla di principio di precauzione ma in alto loco non ne è giunta evidentemente ancora notizia.
L'ultima puntata è stata ieri. Anche sul glorioso ponte di Castelvecchio compare la famosa fatidica scritta: trattamento con glifosate, state lontani per 24 ore.
Cosa penseranno i turisti stranieri ? e quelli che non capiscono l'italiano ? La scritta è a metà del ponte, quando ci sei arrivato è già tardi. Tutte le segnalazioni precedenti allertavano per 48 ore, stavolta solo 24, la sostanza è la stessa, perchè questo sconto ? Purtroppo non dice che il metabolita in cui il glifosate si trasforma (che si chiama AMPA) è persistente e conserva le stesse prerogative di tossicità del prodotto iniziale. No dice nemmeno che questa è il pesticida più presente nelle acque italiane (dove si ricerca, non a Verona o nel Veneto, dove, semplicemente non si cerca).
 E così questi del comune di Verona e di moltissimi altri comunisi sommano ai 100 mila litri annui (nella sola provincia di Verona) con cui gli agricoltori coltivano amorevolmente le loro terre. Tanto nessuno li cerca e li misura.
Non si può andare avanti così. Le amministrazioni devono essere di esempio (ma positivo) ai cittadini ed i sindaci, secondo l'articolo 32 della Costituzione, sono i responsabili della salute. Buoni esempi sono stati quei tre sindaci a cui è andato il recente riconoscimento del premio "Lombrico d'oro".
Giovanni Beghini
20 Maggio 2016



Campagna stop Glifosato - Firmate la petizione!


cliccando qui potete visualizzare la newsletter con tutte le iniziative della campagna #StopGlifosato qualora non l’abbiate già ricevuta. La campagna è iniziata nel 2015, dopo che lo IARC, l'agenzia per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato il glifosato come “probabile cancerogeno per l’uomo”. La coalizione StopGlifosato, che conta attualmente 38 Associazioni, chiede al Governo Italiano, ai ministri di Agricoltura, Salute e Ambiente e alle Istituzioni europee di applicare il principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente e in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti fitosanitari a base dell’erbicida.
la coalizione ha avviato una collaborazione con Avaaz per il rilancio della loro petizione, che ha già raccolto 1.400.000 firme a livello europeo per dire ‘no’ all’erbicida pericoloso per l’uomo e l’ambiente. La collaborazione è stata formalizzata con l’invio di una lettera al ministro Martina per chiedere un incontro per la consegna delle firme raccolte e per chiedere al governo italiano, con gli altri Paesi Europei che si sono dichiarati contrari, di continuare ad opporsi al rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato in Europa.

Pertanto, vi invitiamo a sottoscrivere la petizione Avaaz e a diffonderla verso i vostri contatti e sugli strumenti web a vostra disposizione.
https://secure.avaaz.org/it/monsanto_dont_silence_science_loc_eu/?pv=192&rc=fb


Firma anche tu 
e condividi la petizione con tutti. 

Glifosato, niente autorizzazione

Nuovamente rinviata la decisione sul glifosato. Per la seconda volta in due mesi manca la maggioranza qualificata tra gli esperti nominati dagli Stati membri nel Comitato fitosanitario permanente dell’Unione europea. L’incontro a porte chiuse, iniziato ieri, avrebbe dovuto portare il rinnovo dell’autorizzazione per la sostanza attiva base di centinaia di erbicidi e considerata cancerogena dall’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro. La vasta opposizione pubblica, guidata dalle associazioni ambientaliste e dalla società civile, ha portato alcuni Stati membri a rivedere la propria posizione nonostante i tentativi delle lobby di influenzare il dibattito tramite la pressione sulle grandi agenzie di regolamentazione mondiali.
A quanto è dato sapere, Francia e Italia sarebbero contrarie (come avvenne a marzo) a un rinnovo per altri 9 anni del glifosato, mentre Germania (per il veto dell’SPD), Svezia, Slovenia e Portogallo sarebbero intenzionati ad astenersi, così come l’Olanda.
Tanto basta per far saltare il banco anche stavolta. La prossima riunione del gruppo di esperti è prevista per l’11-12 luglio, secondo il calendario ottenuto da Rinnovabili.it. Ma per allora l’autorizzazione attuale all’uso de alla commercializzazione del glifosato sarà già scaduta da un mese. Dunque, a meno di nuovi vertici straordinari, si tratta di una indiretta bocciatura per la sostanza alla base del business di molte grandi aziende multinazionali dell’agrochimica, Monsanto su tutte.

La Ministra dell’Ecologia francese, Ségolène Royal, ha twittato la sua soddisfazione per quella che ha definito una «buona notizia».
A meno di colpi di mano – che non si possono escludere – il glifosato potrà essere acquistato per un periodo transitorio di sei mesi. Poi, l’utilizzo del prodotto sarà consentito per un altro anno prima del definitivo calo del sipario.
Sarebbe una pesante battuta d’arresto anche per la Bayer, colosso chimico di Leverkusen che ha lanciato un’OPA su Monsanto, offrendo 40 miliardi di dollari per rilevare la più odiata compagnia del mondo.
«Questa è la seconda volta che la Commissione non riesce ad ottenere l’appoggio di governi dell’Ue per la ri-approvazione del glifosato – ha esultato Greenpeace in una nota – Non è una sorpresa, dal momento che ha continuato ad ignorare le preoccupazioni di scienziati indipendenti, deputati e cittadini europei. È il momento di cambiare rotta».




tratto da:
http://www.rinnovabili.it/ambiente/glifosato-niente-autorizzazione-333/

IL NUOVO CORSO DI TERRAVIVA


Col glifosato in corpo. I risultati del test urine all’Europarlamento

tratto da:
http://www.dariotamburrano.it/glifosato_urine_parlamento_europeo/

TUTTI CONTAMINATI

Altro che il diavolo: noi abbiamo il glifosato in corpo. Ieri, insieme ad altri europarlamentari, abbiamo ricevuto il risultato del test delle urine cui ci siamo sottoposti volontariamente e a nostre spese: tutti siamo contaminati da diserbante senza differenze significative legate a sesso, età, provenienza geografica, abitudini alimentari. Si può dedurre che l’intera Europa é nelle nostre stesse condizioni.
Il glifosato é il diserbante più contestato del mondo. Brevettato dalla Monsanto negli Anni 70, é stato definito “probabilmente cancerogeno” dalla IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro); stranamente invece per l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare “é improbabile” che il glifosato sia cancerogeno. La settimana prossima, la Commissione Europea proporrà agli Stati membri di autorizzare nuovamente l’uso del glifosato nell’UE per i prossimi nove anni. Ci aveva provato già in marzo, ma era stata costretta a fare dietrofront.
Complessivamente, si sono sottoposti al test 49 europarlamentari di 13 Stati membri. Ciascuno di noi ha ricevuto il proprio risultato ed una panoramica sugli esiti complessivi: essi mostrano che la concentrazione di questo diserbante nelle nostre urine varia fra 0,17 a ben 3,57 microgrammi per litro; in media é pari a 1,73microgrammi per litro. Io che scrivo ho 1,01 microgrammi. Altri tre europarlamentari M5S hanno effettuato il test. Ecco i loro microgrammi: Rosa d’Amato 0,93; Eleonora Evi 2,1; Marco Zullo 0,96. Sopra il titolo, la foto di gruppocon i referti.
Questi dati confermano l’allarmante presenza del glifosato nella catena alimentare evidenziata da vari studi: uno dei più recenti e più famosi riguarda le birre tedesche.
E’ ben noto che, in linea generale, é dannosa l’esposizione continuativa a dosi anche bassissime di una sostanza tossica. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha definito il glifosato “probabilmente cancerogeno” sulla base di studi sottoposti a peer-review, la revisione fra pari che costituisce il marchio di qualità della ricerca scientifica. L’EFSA invece sostiene che il glifosato non é cancerogeno sulla base di dati mai pubblicati e mai soggetti a revisione da parte della comunità scientifica internazionale perchè la UE li considera legati a segreti commerciali.
Peraltro, secondo la stessa EFSA è impossibile escludere che il glifosato sia un interferente endocrino; esistono in proposito dei sospetti ma mancano i dati necessari per trarre delle conclusioni definitive.
In questa situazione, il principio di precauzione sancito dall’articolo 191 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) impone di non consentire l’uso del glifosato. Altrimenti l’UE infrangerà le sue stesse regole, si dimostrerà incapace di proteggere la salute dei suoi cittadini e  si porrà in rotta di collisione con le richieste che le rivolgono gli esperti internazionali e con il loro appello a non dire al glifosato un sì basato  “sulla scienza obsoleta”.
L’immagine qui sotto é ricavata dal referto, espresso il nanogrammi al millilitro: l’equivalente di microgrammi per litro. Cliccandoci sopra si apre, in un’altra scheda, il documento completo.

Programma interessante nel comune di Castenuovo del Garda


Ambientiamo 2016, anche noi presenti


SAN PIETRO IN CARIANO, comunicato stampa



COMUNICATO STAMPA 
In relazione all’articolo apparso sul Larena del 13/5/2016 a proposito della decisione del comune di San Pietro in Cariano sull’utilizzo dei pesticidi, l’Associazione Terra Viva Verona fa presente quanto segue: 
1) Solo due comuni in Italia sono riusciti a vietare l'uso del diserbante su tutto il territorio comunale, (pubblico e privato-agricolo): Malles, dopo un referendum, preparato in 5 anni di sensibilizzazione e mobilitazione, in cui il 75% dei votanti (il 70 % della popolazione) lo ha richiesto e Magione, in provincia di Perugia. 
2) Vari altri comuni ne hanno vietato l'uso SOLO NEI SUOLI PUBBLICI 
3) il comune di San Pietro in Cariano non ne fa uso (nei suoli pubblici) da vari anni e sta predisponendo una delibera in tal senso (che ha il solo significato di evitare che la prossima amministrazione ricominci ad usarlo senza una nuova delibera) - se l'avesse già fatta avrebbe vinto anche lui il premio lombrico d'oro della settimana scorsa 
4) il comune di San Pietro in Cariano e quello di Negrar, sono fra i comuni che più si sono dati da fare per il tavolo dei pesticidi della Valpolicella per limitarne l’uso (fermato x ora dalla Coldiretti) e che continuano a ad approfondire il problema per trovare una soluzione a tutela della salute della popolazione 
5) La mozione delle minoranze del comune di San Pietro in Cariano ""di vietare il glifosate in ambito pubblico E AGRICOLO"" è un tentativo di chiedere la luna nel pozzo dandosi solo la zappa sui piedi (però senza diserbante) o di voler mettere in cattiva luce la maggioranza 
6) Sarebbe stato opportuno:: 

-chiedere una delibera per vietarlo sui luoghi sensibili (e così non c'è neanche quella) che era già qualcosa. 
-chiedere di usare prodotti ammessi nel biologico (quindi eliminando anche i prodotti tossici e molto tossici) entro 50 metri da qualsiasi altra proprietà/strada/scuola/parco giochi/etc 
--tassare o sottoporre a fideiussione chi lo usa (come nel comune d Vallarsa) 
- coordinare tale iniziativa a livello di territorio e non di singolo comune 
-ma soprattutto di informare la popolazione sui problemi/danni legati all’utilizzo dei pesticidi (per il contadino che lo da, per i vicini che lo ricevono con l’effetto deriva, per i prodotti agricoli contaminati da pesticidi e dulcis in fundo per le nostre povere acque che beviamo), solo con l'appoggio della popolazione un'amministrazione potrà fare un passo del genere. 
-magari studiare un eventuale referendum fra la popolazione 
In conclusione si auspica un maggior approfondimento nel dare le notizie ed una essenziale maggior collaborazione fra maggioranze e minoranze nei nostri comuni a tutela della salute.

Valpolicella, 17 Maggio 2016 
Associazione Terra Viva Verona 

STOP OGM - STOP MONSANTO - STOP Ttip

STOP OGM - STOP MONSANTO - STOP Ttip
SABATO 21 MAGGIO 2016 ORE 10:00

Presidio presso il mangimificio della Veronesi a Quinto di Valpantena
via Valpantena 18/G (VR)


In occasione della giornata mondiale contro la Monsanto, invitiamo tutte le realtà e le persone a partecipare al presidio organizzato di fronte alla sede del mangimificio Veronesi di Quinto di Valpantena (VR).
La Veronesi importa ogni anno milioni di tonnellate di soia OGM a brevetto Monsanto, che finiscono nella nostra filiera alimentare attraverso i mangimi. La campagna ZeroOgm è un modo concreto di opporsi al Ttip; il trattato di libero scambio che gli Stati Uniti e l'Unione Europea stanno cercando di concludere per rafforzare il potere delle multinazionali, espropriando i cittadini di qualsiasi possibilità decisionale; portando ad un ulteriore erosione della sicurezza e qualità degli alimenti, della tutela dell'ambiente, della salute e del diritto al lavoro.
L'iniziativa dà continuità alla nostra richiesta fatta alla Veronesi di convertire la filiera al freeOGM ed è uno sviluppo delle lotte sul territorio contro il trattato di libero commercio.

BOICOTTIAMO I PRODOTTI DERIVATI DA O.G.M. E BLOCCHIAMO IL Ttip
Comitato StopTtip PadovaCoordinamento ZeroOgm

Festa delle Associazioni di S. Floriano

Terra Viva sarà presente con gazebo e il laboratorio del semi  per i bambini . Sarà un occasione per conoscere altre realtà e prendere consapevolezza che l Universo è un equilibrio di differenze, in perfetta Armonia, e le diversità delle persone  sono necessarie per collocarsi nel posto giusto e vivere più serenamente.