Nuovo ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

Il mondo dell’agricoltura accoglie il nuovo ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli.



Il manifesto di Wendell Berry. Suggerimenti di letture ambientaliste




Leggere oggi Wendell Berry è quasi come fare un’iniezione di speranza, perché qualcosa sta cambiando: finisce l’era del silenzio dei governi sul tema della sostenibilità delle produzioni agricole. E si apre un’epoca di coscienza ambientalista concreta, legata ai nostri atti quotidiani: tra questi, mangiare è davvero un atto agricolo, come recita il titolo del libro di Wendell Berry, perché «preoccuparsi soltanto del cibo» che ingeriamo «ma non della sua produzione è una palese assurdità».

Luca Zanini - Corriere della Sera


Wendell Berry
 (5 agosto 1934) è un romanziere, poeta e critico culturale, ma anche agricoltore, attivista ecologista, pacifista.
Autore di saggi, romanzi, raccolte di poesie, ha ricevuto una lunga serie di riconoscimenti e fellowship e ha insegnato in diverse università nordamericane. Critico di quella che chiama l’«economia faustiana» del nostro tempo, Wendell Berry intreccia la riflessione poetica e spirituale sui valori della vita rurale con i temi del rispetto ambientale e dell’agricoltura sostenibile, pronunciando una condanna impietosa dell’American Way of Life. Oggi vive con la moglie in una fattoria del natio Kentucky. Tutti i libri di Wendell Berry sono pubblicati in Italia da Lindau.


IL CONVEGNO SUI BIODISTRETTI: UNA BELLA OCCASIONE DI SCAMBIO



da Fausto Rossignoli

da facebook: Biodistretto della Valpolicella e Dintorni

IL CONVEGNO SUI BIODISTRETTI: UNA BELLA OCCASIONE DI SCAMBIO. FELICE DEL MIO PICCOLO CONTRIBUTO

Nel convegno sul ruolo dei Biodistretti sono arrivate tante buone notizie.
1. Il mercato dei prodotti biologici continua a crescere. In Italia e nel mondo.
2. Con la pandemia le persone si sono scoperte vulnerabili e fragili: cresce ovunque il desiderio di un mondo piu' sostenibile. E i mercati cercano risposte. 
3. La sostenibilità necessaria non riguarda più solo l'ambiente, ma si allarga a tutti gli aspetti della vita.
4. In Valpolicella abbiamo aziende e professionisti di altissimo livello.


Ciclo di conferenze online - Webinar

 23 Febbraio - Ore 18.30 - “Viticoltura biodinamica in Valpolicella: agronomia, strategia e sensibilità” 

dr. Adriano Zago Agronomo, Enologo, Consulente

9 Marzo - Ore 18.30 “Sostenibilità viticola in Valpolicella: il Consorzio e la certificazione RRR” dr. Edoardo Quarella - Consorzio Tutela Vini Valpolicella

23 Marzo - Ore 18.30 “Progettare un vigneto sostenibile,bello da vivere e da comunicare” dr. Valeria Fasoli Agronomo-Presidente Ass. Naz. Donne della Vite

Iscriviti gratuitamente entro il giorno precedente compilando il seguente modulo online: https://forms.gle/9SBmpkjNXumaeVnp7 

Riceverai il link di accesso al collegamento web



Regione, approvati i nuovi Distretti del commercio: uno è Terre di Valpolicella

“Il numero di richieste ed il livello dei progetti presentati dimostrano che l’idea dei distretti del commercio non solo piace ma, oggi, alla luce della situazione che stiamo vivendo con la pandemia, rappresentano un’occasione più unica che rara per fare sinergia e unire le forze per il rilancio. Abbiamo lavorato molto con i Comuni, ANCI e con le associazioni di categoria per arrivare a far sì che i distretti siano indispensabili strumenti per il rilancio dei nostri centri e delle piccole attività commerciali. Sono strumenti già collaudati e apprezzati dagli imprenditori, che ora, grazie alla stretta collaborazione con le amministrazioni comunali possono diventare volano per il rilancio commerciale del nostro tessuto urbano e delle attività che lo rendono vivo”.

Con queste parole, l’Assessore regionale allo sviluppo economico, Roberto Marcato, annuncia l’approvazione da parte della giunta della delibera che iscrive nell’apposito elenco regionale 17 nuovi distretti del commercio con il coinvolgimento di 41 Comuni.

Questa la suddivisione dei distretti che hanno rilevanza comunale o intercomunale:

Provincia di Padova (2 distretti, 4 Comuni interessati)

- “Le barchesse e le ville veneta Limena e Villafranca Padovana” (Villafranca Padovana e Limena)

- “Il Decumano” (San Giorgio delle Pertiche e Borgoricco)

Provincia di Venezia (1 distretto, 4 Comuni interessati)

-         Tra terra e acqua, le città oltre la Brenta” (Campolongo Maggiore, Camponogara, Pianiga e Vigonovo)

Provincia di Treviso (3 distretti, 3 Comuni interessati)

-         Distretto urbano del commercio di Zero Branco

-         Distretto urbano del commercio di Pederobba

-         Distretto urbano Terre d’acqua di Silea

Provincia di Vicenza (5 distretti, 14 Comuni interessati)

-         Distretto urbano del commercio di Camisano Vicentino

-         Distretto territoriale del commercio di San Vito di Leguzzano, Malo, Monte di Malo

-         Distretto territoriale del commercio – Area Berica (Noventa Vicentina, Campiglia dei Berici, Agugliaro, Albettone, Asigliano Veneto, Pojana Maggiore e Sossano)

-         Distretto territoriale del commercio di Arzignano e Chiampo

-         Distretto urbano del commercio di Dueville

Provincia di Verona (6 distretti, 16 Comuni interessati)

-         Distretto del commercio di Povegliano Veronese

-         Distretto delle terre di Valpolicella (San Pietro in Cariano, Dolcè, Fumane, Marano di Valpolicella, Negrar di Valpolicella, Pescantina, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Sant’Anna d’Alfedo)

-         Polo commerciale bardolinese (Bardolino)

-         Poli commerciali città di Oppeano

-         Polo commerciale Arilicense (Peschiera del Garda)

-         Distretto della collina veronese (Affi, Cavaion Veronese, Costermano del Garda, Pastrengo)

L’elenco dei distretti del commercio della Regione del Veneto aggiornato comprende, quindi, ora 82 distretti (coinvolgenti complessivamente 161 amministrazioni comunali), sui quali la Regione effettuerà un’azione di monitoraggio sull’attuazione delle iniziative contenute nelle proposte di individuazione.

Pubblicato il regolamento di modifica del Reg. (CE) 889/2008 (EN)

Nella GU serie L 53/99  del 16 febbraio 2021 è stato pubblicato il Reg. (UE) 2021/181 “della Commissione del 15 febbraio 2021 che modifica il regolamento (CE) n. 889/2008 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la produzione biologica, l’etichettatura e i controlli” con il quale si è proceduto a prorogare sino al 31 dicembre 2021 il periodo di applicazione della norma eccezionale di produzione che consente l’uso di pollastrelle destinate alla produzione di uova non allevate con il metodo biologico, di età non superiore a 18 settimane e prevedere, anche per l’anno 2021, la possibilità di utilizzo di una percentuale limitata di mangimi proteici non biologici per l’alimentazione di suini e pollame. Tali norme si sono rese necessarie a causa dello slittamento della data di applicazione del reg. UE 2018/848 del Reg. UE 2020/464. Inoltre sono stati modificati gli allegati V e VIII secondo le determinazioni di EGTOP.

Il presente regolamento si applica a partire dal 1° gennaio 2021.

Reg. (UE) n. 181 del 15 febbraio 2021- ITA

Reg. (UE) n. 181 del 15 febbraio 2021- EN

Fonte: Ue

Da martedì 23.02.2021 – San Pietro in Cariano (Vr) – «Letture luminose» on-line

 


L’ecologia che serve l’economia

Se è vero, come “teleborsa.it”, alla luce di un’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca MuP Research e Norstat, che oltre il 31 per cento degli interpellati dichiara di non aver affatto compreso quale sia la funzione di un ministero denominato “della transizione ecologica”, delle ragioni ci saranno. Buona parte di esse si deve, probabilmente, a ciò che consiglia a un governo, pur quasi senza opposizione, di non esplicitare con chiarezza il fatto che quella presunta “transizione” deve essere ancora una volta subordinata alle ragioni inamovibili della presunta crescita economica. La minaccia di catastrofe ambientale ha ormai da tempo una portata tale che non consente più l’utilizzo di specchietti per le allodole. Enzo Scandurra ci ricorda, ancora una volta, che in ecologia non esistono scorciatoie: una lezione severa che ci viene dal Secondo Principio della termodinamica. Più ci muoviamo, più trasformiamo, meno energia utile rimane a nostra disposizione e non c’è tecnologia che possa ingannare questo principio della fisica, che è anche alla base del vivente. Non ci resta che ripensare la crescita a partire dalla condanna del consumismo, del consumo (inutile) di suolo, dell’uso dell’auto, del turismo di massa, della produzione di armi e del loro commercio e dell’alta velocità che ha impoverito ulteriormente i territori che attraversa senza fermarsi.

rovate a confrontare i contenuti ecologici e il messaggio della Laudato sì di Papa Francesco con i proclami del nuovo Ministero della transizione ecologica. Nel documento papale l’ecologia integrale parte dal creato (biosfera) che abbraccia tutto il vivente in una catena di relazioni senza discontinuitàNon ci può essere transizione ecologica lasciando fuori disuguaglianze, povertà e ingiustizia; questo, in sintesi, l’insegnamento.

Nel Ministero nuovo c’è invece il (solito) tentativo tecnologico delle lobbies di sostituire (invano) l’uso dei fossili con invenzioni fantasmagoriche che comunque ad esso infine riconducono.

Che cosa sono l’idrogeno e la “nuova civiltà” ad idrogeno? Non esistono miniere di idrogeno (esso è solo un vettore capace di trasportare energia), dunque bisogna produrlo e per produrlo occorre energia. Ma quale energia? Quella dei fossili? Si dice che potrebbe essere prodotto con l’uso di energia alternativa. E così siamo tornati al punto di partenza, ovvero produrre energia alternativa.

Altra invenzione: la tecnologia Ccs (Carbon Capture and Sequestration), ovvero ri-catturare la CO2 prodotta e pomparla sotto le viscere del pianeta. Questo è ciò che hanno fatto, in via naturale, per milioni di anni le grandi foreste sottraendo carbonio dall’atmosfera e seppellendolo sotto la crosta terrestre (i rifiuti della terra, ovvero i fossili).

Noi lo abbiamo estratto e utilizzato per tutto il secolo passato e presente, cioè abbiamo utilizzato i rifiuti del pianeta disseppellendoli e modificando così il sottile strato di gas serra che serve a mantenere costante la temperatura (e l’equilibrio) del pianeta.

Ora ci siamo accorti che stavamo mettendo a repentaglio l’equilibrio della biosfera e vogliamo rimettere la CO2 al suo posto (cioè sottoterra). Ma occorre energia: per separare la CO2, per pomparla sotto la crosta. E con quale energia? Anche qui si dirà: l’energia rinnovabile. Già, se ce l’avessimo!

Ancora: le auto elettriche. Sappiamo da studi recenti che allo stato attuale sono più inquinanti di quelle tradizionali per via della batteria. Potremmo migliorare i processi, resta il fatto dei metalli utilizzati per le batterie: dove si prendono e dove si smaltiscono? Ci sono Stati e continenti pattumiere, come l’Asia o l’Africa.

Scavare ancora nel sottosuolo per estrarre metalli per le batterie e poi versare quelle usate, altamente inquinanti, negli stessi territori.

La Laudato sì presupponeva un cambiamento di stile nei comportamenti: più sobri, più solidali, più conviviali (ricordiamo Alex Langer: più lento, più profondo, più dolce). 

Ripensare la crescita a partire dalla condanna del consumismo, del consumo (inutile) di suolo, dell’uso dell’auto, del turismo di massa, della produzione di armi e del loro commercio, dell’alta velocità che ha ancora più impoverito i territori che attraversa senza fermarsi.

Fare questo vuol dire rinunciare al progresso? Semmai significa arrestare la folle corsa verso l’instabilità del pianeta e scongiurare la (prossima) fine della specie umana. Quanto al progresso, basta forse rileggere La Ginestra di Leopardi: questo secol superbo e sciocco…, le magnifiche sorte e progressive.

Progresso dovrebbe significare ritrovare l’alleanza con la terra, con le altre specie che, saccheggiate dei loro habitat, hanno trasmesso la grande pandemia che ci sta uccidendo.

Ma questo non è l’obiettivo della transizione ecologia del nuovo Ministero (o Mistero?). Anzi, accanto ad esso c’è quello dello sviluppo del leghista Giorgetti che persegue gli obiettivi opposti.

È chiaro che l’ecologia, per citare un suo grande studioso, non può essere beffata e non esistono scorciatoie per aggirarla. Quello che noi pervicacemente tentiamo di fare inventando parole, espressioni, tecniche (e Ministeri) per esorcizzare l’apocalisse ambientale.

Articolo pubblicato su il manifesto  e https://comune-info.net/lecologia-al-servizio-delleconomia/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=Le+insurrezioni+non+entrano+nelle+urne

Pesticidi illegali on line

Ancora una volta l’Agenzia di protezione ambientale Usa richiama Amazon a fermare la vendita di fitofarmaci non registrati. Ma il problema non è solo degli Usa 

È la terza volta in tre anni che la Environmental Protection Agency (Epa), Agenzia di protezione ambiente statunitense, ordina ad Amazon di fermare la vendita di pesticidi illegali dalla sua piattaforma di e-commerce. 


Già nel 2018 l’Epa aveva inflitto ad Amazon una multa da 1,2 milioni di dollari per aver commesso oltre 4.000 violazioni della legge federale sulla vendita e la distribuzione di pesticidi non autorizzati negli Stati Uniti.  In quella occasione, si è siglato un accordo nel quale Amazon si impegnava a rimuovere dalla piattaforma fitofarmaci importati. E, soprattutto, non autorizzati ad essere commercializzati negli Usa. Evidentemente il problema non è stato risolto. Lo scorso giugno, infatti, Epa aveva nuovamente richiamato Amazon a interrompere la vendita di circa 30 prodotti illegali – tra pesticidi e insetticidi – e ora ne ha aggiunti altri 70 all’elenco. 

“Sulla piattaforma di Amazon si possono acquistare pesticidi e insetticidi non registrati, potenzialmente pericolosi o completamente inefficaci. Pesticidi che evidentemente rappresentano un rischio significativo e immediato per la salute di consumatori, bambini, animali domestici e altri soggetti esposti ai prodotti”, spiegano dall’Epa. 

Infatti, secondo la legislazione Usa – Federal Insecticide Fungicide and Rodenticide Act – per essere venduti negli Stati Uniti pesticidi e insetticidi devono essere valutati in termini di sicurezza ed efficacia dall’Epa. Inoltre, devono avere un’etichetta con un numero di registrazione. Dati del tutto mancanti nel caso dei prodotti illegali. 

Oltre a chiedere di fermare le vendite, l’Epa ha intensificato la collaborazione con US Customs and Border Protection. L’obiettivo è fermare le importazioni di prodotti non conformi e in vendita su Amazon. 

Il problema della vendita on line di pesticidi illegali non riguarda solo gli Usa ma interessa anche l’Europa

Lo scorso anno un’inchiesta realizzata da Greenpeace Uk, Unearthed e  Public Eye denunciava l’esportazione dalla Ue di 41 diversi prodotti fitosanitari vietati in Europa per i loro potenziali rischi per la salute e l’ambiente  ma considerati buoni per essere utilizzati altrove.  Più di 80.000 tonnellate di prodotti finite in 85 Paesi.

Una pratica definita deplorevole dalle Nazioni Unite che lo scorso anno hanno lanciato un appello affinché fosse interrotta. 

Anche perchè nell’utilizzo di questi prodotti sono i Paesi in via di sviluppo a correre i maggiori rischi. In tali contesti infatti non sempre i pesticidi sono gestiti con le necessarie attenzioni. Spesso chi li utilizza non riceve specifica formazione sui rischi e non utilizza dispositivi di protezione. Il risultato è che sono molte le vittime di avvelenamento da pesticidi. Secondo uno studio del Pan, ogni anno ci sono 385 milioni di casi di avvelenamento grave da pesticidi in tutto il mondo, circa 11.000 dei quali mortali.  

tratto da: https://www.cambialaterra.it/2021/02/pesticidi-illegali-on-line-2/?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterCLT

WEBINAR di giovedì 18 febbraio - Biodistretti come presidio della qualità degli alimenti del territorio, dell’ambiente, del lavoro

 


WEBINAR giovedì 18 febbraio 18.00

Biodistretti come presidio 

della qualità degli alimenti 

del territorio, dell’ambiente, 

del lavoro

 

programma

ore 18.00 

Saluti alle autorità presenti e non presenti

                

18.05

Christian Marchesini, Presiedente Consorzio Tutela Vini della Valpolicella 

I Consorzi di Tutela e la promozione del biologico

 

18.30

Daniele Accordini, direttore della Cantina Sociale di Negrar, 

Cantina sociale Negrar e il bio, l'esempio, le prospettive

 

18.50

Maurizio Boselli, già professore ordinario di viticoltura all’università di Verona  

Ruolo dell'Università nell'affermazione del biologico in viticoltura

 

19.10

Fausto Rossignoli, vicesindaco di Negrar

Cosa possono fare le amministrazioni per la difesa di ambiente e salute nel nostro territorio

 

19.30

Mattia Giovannini
, Presidente Biodistretto Valpolicella e Dintorni

Le prospettive del biodistretto, una nuova visione dei rapporti territorio-agricoltori

 

Patrocini dei comuni: Negrar, San Pietro in Cariano, Pescantina, Marano, Fumane, Dolcè, Cavaion Veronese

 

Piattaforma: Google Meet – link al webinar: https://meet.google.com/fab-jmdu-inb

Resoconto del primo incontro on line. Federbio fa il punto sulle opportunità legate ai biodistretti


Strategici non solo per il biologico, i biodistretti possono diventare un volano economico importante. In particolare in un momento in cui sia in Europa che in Italia l’agricoltura è al centro del dibattito e occorre raggiungere gli obiettivi climatici. “I biodistretti hanno una funzione strategica per tutto il territorio in termini di integrazione e coinvolgimento di soggetti e organizzazioni rappresentativi di altri settori economici presenti sul territorio”, ha affermato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio intervenendo al webinar organizzato da Federbio “Il ruolo del biologico nella futura politica agricola europea, le opportunità dei biodistretti”.

“Per questo la creazione di un biodistretto può diventare un’opportunità per il territorio nel suo complesso liberando molte potenzialità economiche ma anche sociali e culturali”, ha aggiunto Mammuccini. “Penso al turismo, alle attività artigianali, al commercio, alla ristorazione. E alle mense pubbliche che costituiscono un elemento fondamentale per educare i ragazzi e i cittadini a nuove abitudini alimentari. Ci sono molti aspetti da valorizzare così come molti nodi da sciogliere. Per affrontarli è necessario creare una governance che comprenda i Comuni, gli agricoltori, le altre parti economiche e le associazioni locali presenti sul territorio“.   

Oggi in Italia i bio-distretti sono circa 40: aree vocate al biologico in cui produttori, cittadini, operatori turistici e pubbliche amministrazioni collaborano per una gestione delle risorse in equilibrio tra sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Un numero in costante aumento. Proprio in questi giorni all’interno del progetto Bio Slow è nato Bio Slow Sardegna. Obiettivo del nuovo biodistretto: promuovere l’agricoltura biologica, lavorare sulla qualità della terra, del paesaggio. Tutto ciò per dar vita a una rete territoriale connessa da percorsi ecologici, culturali e turistici.

I biodistretti inoltre possono diventare un modello di riferimento per l’intero Paese in tema di sicurezza grazie all’articolo 13 sui distretti biologici nella Legge sul bio approvata al Senato dopo due anni di stallo. “Come Federbio abbiamo lavorato perché all’interno di questa legge fosse inserito il principio ‘chi inquina paga’ secondo cui devono essere gli agricoltori convenzionali ad adottare le pratiche necessarie a impedire la contaminazione da pesticidi delle produzioni biologiche”, spiega Maria Grazia Mammuccini. “Purtroppo non siamo riusciti a fare passare questo principio nella Legge sul biologico, ma è stato inserito in riferimento ai distretti biologici.” 

Non solo. La presenza dei biodistretti costituisce anche un elemento sostanziale per raggiungere gli obiettivi indicati dalla Commissione europea. La strategia Farm to Fork fissa una percentuale del 25% di biologico da raggiungere entro il 2030. Livello che molti biodistretti hanno già raggiunto o stanno per raggiungere. 

tratto da: https://www.cambialaterra.it/2021/02/il-biodistretto-un-volano-per-il-territorio/?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterCLT

Erbe, storia e saperi femminili. Iniziativa interessante da importare anche in Valpolicella?

Siamo la bellezza di una quarantina di donne. Una rete di donne custodi dei saperi femminili, antica trama di trasmissione delle conoscenze e di condivisione dei valori. Il gruppo nasce per tessere solidarietà tra coloro che ne fanno parte, sostegno a vicenda, e l‘idea comune è di divulgare il sapere che ognuna delle donne coltiva e possiede, come un tempo ormai remoto si faceva da madre in figlia. Insomma, una condivisione mista di buone pratiche e sapere ancestrale, di relazioni umane, di rispetto e attenzione, oltre che amore per Madre Terra, di sorellanza. Un‘unione del femminile che avvicina, in continua evoluzione e che si arricchisca nel tempo, che diventi un bene prezioso.

Libere di essere, ognuna diversa, ognuna unica. 

Il progetto sarebbe dovuto partire a maggio 2020, ma la sua presentazione ufficiale è stata posticipata a causa della pandemia al primo momento possibile nel 2021. Durante il 2020 si è potuto svolgere solo qualche evento, con molte limitazioni: il 5 di luglio “Guarda, che vedi?” tra erbe, arbusti e utilizzi insieme a Daniela Di Bartolo ricercatrice etnobotanica e autoproduttrice; il 19 luglio, “Narrando della Dea”, insieme all’antropologa Adriana Gandolfi alla scoperta della storia del tempio della Madonna di Pietrabona, entrambe organizzate nel comune di Castel Di Ieri (AQ) in collaborazione con la Proloco; l’8 agosto“Alchimie Esperienziali, un laboratorio di erbe selvatiche” e il 9 agosto, “Alchimie Esperienziali, Ascoltiamo le piante”, organizzate rispettivamente nei comuni della Valle Subequana di Castel Di Ieri e di Gagliano Aterno (AQ). Per finire poi “Le Arti di Maja” a Roccacaramanico (PE) sulle pendici della Majella dall‘11 al 13 settembre, con l’obiettivo di affrontare in modo semplice alcuni principi fondamentali per chi vuole iniziare a cimentarsi con le erbe e con diverse pratiche artigianali (lavori a maglia, tinture vegetali e tessitura) un lavoro a tre, due fantastiche artigiane Antonella Marinelli e Valeria Belli e la Donna delle Erbe, Daniela Di Bartolo.


Il luogo, anzi i luoghi, della condivisione della conoscenza, sono stabiliti di volta in volta in base all’attività, a testimonianza del fatto che tutto lo spazio è un luogo vitale, da scoprire.

Officine Sperimentali non è un progetto a scadenza, ma un’entità viva in grado di definirsi e crescere con costanza, rinnovando l’amore e il rispetto per la sacralità della consapevolezza, dei luoghi che ospitano e accolgono le attività e delle donne che si sono fatte custodi di antiche conoscenze. Un luogo ideale e concreto al contempo carico di gentilezza, di rispetto e conoscenza, che ri-pone la donna al centro della vita quotidiana e spirituale.

Ai laboratori potranno partecipare, ovviamente, non solo donne.

Officine Sperimentali, per celebrare la nascita del proprio sito, www.officinesperimentali.com – online da novembre -, propone una ricca serie di incontri tematici i quali, nel pieno rispetto della propria missione, riguarderanno le pratiche del buon vivere, la cura del sé e del Pianeta.

La situazione attuale di malattia, paura e isolamento non ferma la divulgazione e l’Amore per Terra Madre (che proprio in questo periodo si sta rilassando dall’accanimento dell’umanità) e la sobrietà, oltre alla Passione per la manualità, le tradizioni, la cura del corpo e dell’anima. Così grazie alla piattaforma Zoom e altre soluzioni online le Donne di Officine Sperimentali arrivano a casa. Appena co si potrà incontrare fisicamente i corsi si terranno nel periodo estivo – come già è avvenuto, nel pieno rispetto della sicurezza – nell’area del Parco Regionale Sirente Velino.

Così pregustando il momento in cui sarà possibile incontrarsi di persona in Abruzzo in luoghi fatati – per fare insieme un paio di sandali, una tela tessuta a nostra fantasia, un percorso di ipnosi regressiva, una scultura, un saporito e squisito piatto vegano, una sciarpa naturale decorata con eco-printing, approfondire le conoscenze sulla macrobiotica, imparare le arti della pastificazione, della ceramica, un abito di riciclo e tutte le pratiche del vivere in comunione con se stesse/i e con la natura… – ecco le prime proposte online su Officinesperimentali.com/eventi/:

Le cure del sé. Vivere in armonia con il Pianeta”, tenuto da Daniela Di Bartolo, auto-produttrice, ricercatrice etnobotanica e donna delle erbe, riguarderà i rituali, raccolte consapevoli, cure, coccole, meditazioni, restando sempre in profondo contatto e in armonia con Madre Terra, attraverso la semplicità e l’essenzialità che fanno da linee guida nella sua vita. Daniela, grazie alla sua sapienza ed esperienza, guiderà in un cammino ricco e stimolante nel quale verranno illustrate delle buone pratiche, dalla raccolta delle erbe, al saper bilanciare il reale bisogno individuale alla disponibilità delle materie prime presenti sul territorio, all’imparare ad alimentarsi e curarsi con le erbe, riconoscere i ritmi stagionali di ciascun’erba, al prendersi cura dell’ambiente e di sé stesse/i. Ogni giovedì e, seppur ogni incontro sia profondamente legato agli altri, ogni incontro costituisce una lezione a sé. Un primo ciclo volge al termine, ma un altro sarà avviato.

Maharama-rame: l’antica arte del macramè” dal 9 gennaio. Maria Mariella, fantastica artigiana e studiosa delle vecchie arti manuali femminili, ingegnere e tessitrice, ci farà avvicinare a quest’antica arte di confezionare frange e fazzoletti in 8 incontri. Occorre pazienza e concentrazione.

A briglie sciolte, racconti e scambi tra antropologia, etnobotanica e rituali”, 1 incontro al mese, conduce l’antropologa Adriana Gandolfi, che svolge attività di ricerca e documentazione demo-etno-antropologica per il territorio abruzzese e molisano. Ha operato a lungo nel Museo delle Genti d’Abruzzo, partecipando attivamente alla sua realizzazione. Si distingue come studiosa di oreficeria a carattere etnografico e tradizionale; autrice di numerosi saggi ed articoli.

La serie di incontri traccia un percorso antropologico dedicato alla cultura tradizionale dell’Abruzzo ruralepreindustriale, la società agro-pastorale dei/delle nostri/e nonni/e. Rimembrando storie, usanze, saperi anticamente trasmessi oralmente nel passaggio generazionale per riscoprirne gli insegnamenti.

Armonia e consapevolezza corporea” di Rossella Frozza, ideatrice di Armonia in movimento ed operatrice di Biodanza SRT. Con Armonia e Consapevolezza corporea vengono proposti degli esercizi, che derivano da tecniche e discipline differenti ma che sono stati pensati e strutturati in un modello organico coerente, in modo che ognuno possa acquisire maggiore consapevolezza corporea per recuperare la propria Armonia. Dal 23 gennaio per tre sabati consecutivi.

Corso di Comunicazione Efficace. Le basi della Comunicazione Non Violenta” La Comunicazione Nonviolenta, detta anche Comunicazione Empatica, si basa sul principio che sentire empatia fa parte della nostra natura umana e che le strategie violente, siano esse fisiche o verbali, 6 incontri a partire da giovedì 4 febbraio diretti da Maria Teresa Di Francesco, Counselor Trainer Costellazioni Familiari e fondatrice della Scuola di formazione in Counseling Sistemico: “Liberi di Essere”.

Dal 21 gennaio 2021 sono online pure le prime video-pillole di presentazione, narrazione: https://www.officinesperimentali.com/video-pillole/

E questo è solo l’inizio. Officine Sperimentali è una scuola dall’antico significato che si basa su una rete profonda e solidale – tessuta da Daniela Di Bartolo in decenni di attività, incontri, empatie – composta da donne custodiprovenienti da tutta Italia, ma pure da oltre frontiera.


tratto da: https://comune-info.net/erbe-arte-storia-e-saperi-femminili/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=La+sospensione+del+presente