Continuano le serate di Terraviva e Gas Valpolicella


CORSO DI AGROECOLOGIA SINERGICA a Castel San Pietro Terme

Invito al Corso di Agroecologia sinergica "CIbus in Primis" & MANGIACOMEPARLI 15-16 febbraio 2019  e 1° Congresso nazionale Igienista 17 febbraio a Castel S. Pietro Terme Bologna

------------

AGHAPE AMBIENTE fabio giovannini

AGHAPE bioassociazione per lo Sviluppo Umano, l’Ambiente, la Salute e il Lavoro  

e CIBUS IN PRIMIS Associazione per il Biologico Italiano, libero da OGM, a un prezzo accessibile a tutti

CORSO DI AGROECOLOGIA SINERGICA
"Cibus in Primis"
&
MANGIACOMEPARLI

Venerdì 15 febbraio 2019 dalle ore 15.00 alle ore 19.00 e sabato 16 febbraio 2019 dalle ore 9.00 alle ore 18.00
Castel San Pietro Terme ( BO) Hotel Castello Centro Congressi Artemide, viale delle Terme 1010
CFP per gli iscritti al Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati.
Richiesti crediti formativi al Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali  ( in attesa di risposta)
docenti
Prof. Giuseppe Altieri,
Agroecologo - Agernova Servizi Avanzati per l'Agroecologia e la Ricerca
Docente di Fitopatologia, Entomologia, Agroecologia, Agricoltura Biologica 
D.ssa Antonella Gasparetti, Biologa - Agernova 

Sessione I: Agroecologia, Diritto e Sviluppo Rurale 
·         Principi di Agroecologia ed Agroecosistemi per la tutela della fertilità del pianeta e della Salute Ambientale. Statistiche ed evoluzione dell'Agricoltura.
·   Diritti Costituzionali inviolabili e Principio di Precauzione. Pericolo grave e attuale dei pesticidi, concause ambientali aggravanti ed autodifesa. Responsabilità professionali.
·         Normative sull’Agricoltura Biologica e critica del sistema di Certificazione.
·        Sostegno UE per l'Agricoltura Biologica. 25 anni di Politica Agroambientale "distratta" nei Piani Regionali di Sviluppo Rurale. L'Agricoltura Integrata falsificata e le Misure Agro-climatico-abientali.  Censure della Corte dei Conti UE. Evoluzione della PAC e sostegni all’agricoltura biologica: certificazioni, assistenza tecnica, giovani agricoltori, promozione, informazione, tutoraggio e formazione, filiere corte, innovazione, formazione.
 
·           Assicurazioni agevolate mutualistiche per la difesa biologica dalle fitopatie.
·         Programma di Riconversione Biologica dell'Agricoltura. Azioni collettive e ruolo dei Sindaci.
·           Dalla certificazione di processo a quella di "Prodotto Biologico": 
- La tutela delle coltivazioni biologiche dalle contaminazioni da pesticidi e da altri inquinanti ambientali. 
- La difesa delle produzioni biologiche nei rapporti di vicinato (fasce di sicurezza). 
 
·           Agroecologia e dissesto idrogeologico: tecniche per la difesa del territorio e della fertilità dei suoli (humus)

Sessione II: Orto-frutticoltura e Viticultura  Agroeco-Sinergica 
·          Gestione Agroecobiologica delle coltivazioni (fertilità, controllo infestanti, inerbimenti, sovesci,consociazioni, ecc.). Preparati Biodinamici e Biofertilizzanti. Humus ed’ Equilibrio Vegetativo
·          Difesa AgroEcoBiologica avanzata (Avversità Chiave, Secondarie ed Acquisite)
·          La giusta combinazione tra mezzi tecnici tradizionali ed innovativi. Dosi “omeopatiche” e “fisiologiche”
·          Adesivizzanti, Protettivi, Coadiuvanti, Sinergizzanti, Stimolatori della resistenza e cicatrizzazione
·          Microrganismi Antagonisti Utili e Simbionti. L’Equilibrio microbico
·          Biodiversità, tutela ed incremento degli Organismi Utili Naturali. Inoculazioni Multiple Preventive
·          Insetticidi naturali, bioinsetticidi, feromoni.
·          Mezzi agronomici ed attrezzature avanzate per il Risparmio Economico - Energetico
·          Assistenza Tecnica, Monitoraggio ed uso dei dati metereologici. Gestione Microclimatica
·          Qualità e Territorialità. Conservazione e Recupero delle Varietà Locali Tradizionali. Sementi ed Agricoltura Biologica
·          "Prodotti d’Autore“ e Artigianalità dal campo alla tavola.

Sessione III: Un cambio di rotta 
·         Sovranità Agroalimentare dei Popoli, Fame nel Mondo e Sete... dei Mercanti. Dalla grande distribuzione organizzata alla Piccola Distribuzione Agrecologica Superorganizzata
·         Bioterritori Agroecologici e Reti di Solidarietà Città-Campagna. Sviluppo della rete sul territorio
·           Marchi privati di tutela superiore: Mangiacomeparli (100% biologico, coltivato in italia e libero da OGM)
 
·           La tutela e il recupero delle antiche varietà autoctone e l'organizzazione delle filiere dal produttore al "consumattore"
 
 

A chi è rivolto il corso?  Il corso è rivolto ai professionisti dell’ambiente e dell’agricoltura, consumatori, insegnanti, e a tutte le persone che hanno a cuore la propria salute e quella del pianeta.
Attestato di partecipazione: al termine del corso verrà rilasciato attestato di frequenza
Riconoscimenti: CFP per gli iscritti al Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati. Richiesti crediti formativi al Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali  (in attesa di risposta)
Costi del corso: euro 120 + 15 euro di tessera associativa per i non soci. Sconto per studenti.
Convenzione AGHAPE per il pernottamento con prima colazione ( prenotare direttamente all’hotel Castello - Tel. 051 943509)
Camera Singola € 49,00; Camera Dus € 54,00; Camera doppia o matrimoniale € 59,00
 
Luogo: CENTRO CONGRESSI ARTEMIDE - HOTEL CASTELLO
Viale delle Terme, 1010/b - 40024 Castel San Pietro Terme (Bo)
Tel. 051 943509 - info@hotelcastello.com
 
Il centro è situato a:
5 minuti dal Casello Autostradale di Castel San Pietro Terme sulla A14 Bologna-Ancona
5 minuti dalla fermata degli autobus di linea urbani ed extra urbani
3 Km dalla stazione ferroviaria di Castel San Pietro Terme (20 minuti da Bologna, treni ogni 30-40’)
34 Km dall’aeroporto G. Marconi di Bologna.
 
Per informazioni e prenotazioni:
Fiorenza Guarino 335 1997815    fiorenza.guarino@aghape.it
Marco Mularoni  349 5951818    mularonimarco@gmail.com
Fiorenza Guarino
Presidente Aghape e Direttrice Health Science University
Direzione Imola | Tel. 335 199 7815
Sede locale di Brescia | Tel. 393 604 6682
Sede locale di Grosseto | Tel. 347 185 4429
Sede locale di Treviso | Tel. 328 922 6128
Rispetta l'ambiente. Non stampare questa mail se non é strettamente  necessario.

1° CONGRESSO NAZIONALE IGIENISTA NEL BOLOGNESE

Aghape Bioassociazione per lo Sviluppo Umano, l’Ambientela Salute e il Lavoro

Health  Science University


UN EVENTO STORICO
 
 
1° CONGRESSO  NAZIONALE IGIENISTA
 
17 febbraio 2019
 
RELATORI
 
Daniele Bricchi   |   Giuseppe Cocca   |   Renato Marini
Marcello Pamio  |  Carmelo Scaffidi  |   Valdo Vaccaro
 
modera Jean Paul Vanoli
 
IGIENISMO: VERSO LA SCIENZA DELL’UOMO
metodi antichi per sfide moderne”
 
 
Centro Congressi Artemide
Castel San Pietro Terme (Bo)
           

 
Sfide importanti attendono l’umanità: da un lato ritmi di crescita della popolazione e sfruttamento delle risorse sempre meno sostenibili per il pianeta, dall’altro dosi crescenti di chimica, inquinamento, farmaci, malattie e pressione psicologica, ci allontanano dalla nostra vera natura e dalla nostra “forza” originaria.
Può la scienza dell’uomo fornire soluzioni concrete?
 
Domenica 17 febbraio 2019, dalle ore 9.30 alle ore 18.30 circa, si terrà il 1° Congresso Igienista Nazionale presso il Centro Congressi Artemide di Castel San Pietro Terme, Bologna.
 
Un’occasione unica per ascoltare i maggiori igienisti italiani a confronto su temi quanto mai attuali.
 
Questo evento eccezionale si focalizza su temi d’importanza magistrale: lo stile di vita igienista, che garantisce non solo la salute fisica ma permette un’evoluzione intellettuale e spirituale, è chiamato a fornire strumenti per favorire il cambio di paradigma ormai sempre più necessario per l’umanità. Questo cambio sembra essere suggerito anche dalle più recenti scoperte scientifiche, che da un lato confermano la centralità della coscienza nel processo di creazione della realtà, dall’altro indicano un modello di “cooperazione” basato sull’interconnessione fra tutti gli esseri viventi.
Come può l’igienismo assumere un ruolo rilevante nel favorire questo cambiamento e accreditarsi come “scienza della salute naturale”?
 
Il primo congresso nazionale igienista ha inteso riunire tutti i principali rappresentanti dell’igienismo italiano per offrire un esempio di armonia e di collaborazione, oltre ad una giornata di altissima formazione in cui i relatori vi condurranno attraverso straordinarie testimonianze fornendovi le basi per un’evoluzione personale singolare e irripetibile. Obiettivo del primo congresso nazionale è anche quello di tracciare un percorso comune e coeso affinchè la scienza igienista possa a pieno titolo essere riconosciuta come LA Scienza della Salute naturale.
 
NOTA: E’ necessaria iscrizione anticipata via mail o telefonicamente (aghape@aghape.it ; 335 199 7815; 328 047 3094)
 
PROGRAMMA
 
ore   8:30 Registrazione partecipanti
ore   9:00 Fiorenza Guarino: discorso inaugurale
ore   9:30 Valdo Vaccaro: malattia, rimuovere la causa per far sparire il sintomo
ore 10:30 pausa caffè
ore 11:00 Giuseppe Cocca: convinzioni ed emozioni, cambiare la mente, gli effetti sul corpo
ore 12:00 Daniele Bricchi: igiene naturale  e visione d'insieme.  Non solo alimentazione, ma anche pensieri armoniosi, lavoro manuale, attenzione alla salute e all'ambiente in cui vogliamo vivere.
ore 12:45 -13:30  domande del pubblico
 
ore 13:30 -14:30 pausa pranzo
 
ore 14:30 Marcello Pamio: la paura uccide più delle malattie, la conoscenza guarisce. Cose da sapere per non diventare malati…
ore 15:30 Carmelo Scaffidi: malattia, deviazione dall'ordine armonioso della natura. La malattia nasce nell'anima, cresce nella mente e si manifesta nel corpo, e non è altro che una strategia che il corpo saggiamente usa per autoguarirci.
ore 16:00 Renato Marini: le leggi che governano i processi di autocura della mente
ore 17:00 pausa caffè
ore 17:15 TAVOLA ROTONDA  e domande del pubblico
ore 18:30 chiusura lavori
 
Costo partecipazione congresso: euro 25,00
Pranzo igienista/vegano: euro 17,00
 
Convenzione AGHAPE per il pernottamento con prima colazione ( prenotare direttamente all’hotel Castello - Tel. 051 943509)
Camera Singola € 49,00; Camera Dus € 54,00; Camera doppia o matrimoniale € 59,00
Possibilità di Camera tripla e Camera quadrupla (queste ultime due tipologie di camera sono unità bicamera con due stanze all’interno)
 
 Luogo: CENTRO CONGRESSI ARTEMIDE - HOTEL CASTELLO
Viale delle Terme, 1010/b - 40024 Castel San Pietro Terme (Bo)
Tel. 051 943509 - info@hotelcastello.com
 
Il centro è situato a:
5 minuti dal Casello Autostradale di Castel San Pietro Terme sulla A14 Bologna-Ancona
5 minuti dalla fermata degli autobus di linea urbani ed extra urbani
3 Km dalla stazione ferroviaria di Castel San Pietro Terme (20 minuti da Bologna, treni ogni 30-40’)
34 Km dall’aeroporto G. Marconi di Bologna.
 
Per informazioni e iscrizioni:
Fiorenza Guarino fiorenza.guarino@aghape.it  - tel. 335 199 7815
Silvia Marinelli - aghape@aghape.it  tel. 328 0473094 ;
 
Nella prenotazione via mail si prega di indicare: nome, cognome, città e telefono dei partecipanti. Indicare anche se richiesta prenotazione del pranzo.  
 
 Fiorenza Guarino
Presidente Aghape e Direttrice Health Science University
 
 

A Barcellona si studia il vaccino anti-patogeni per le verdure

Allo studio il primo vaccino anti-patogeni per le verdure. Si sta sviluppando nel quadro di una nuova disciplina agrogenomica denominata agricoltura personalizzata che è nata a Barcellona lo scorso settembre, con l’obiettivo di prevedere quali fitopatologie potranno aggredire le piante dallo studio incrociato del DNA di singole varietà e patogeni. Capofila del progetto è il Centro di ricerca catalano in Agrigenomica che si è attivato con la promozione di B-Debate, Biocat e Obre social La Caixa e che sta concentrando i primi test di agricoltura personalizzata, su pomodori, lattughe, mais, grano e altri vegetali tipici della dieta mediterranea. “Stiamo sviluppando un sistema predittivo – ha spiegato Ignacio Rubio-Somoza, uno dei ricercatori del gruppo di studi – che vuole individuare lo sviluppo dei patogeni che influenzeranno le colture attraverso lo studio incrociato del DNA. In pratica, vogliamo duplicare con le piante quello che i vaccini antinfluenzali fanno sulla salute umana”. A tal fine, i ricercatori stanno recuperando le antiche varietà di pomodori, ad esempio, o lattuga che si sono succedute nei secoli richiedendole a collezionisti, vivai, singoli contadini o banche del seme. L’idea è quella di riscrivere la storia evolutiva dei patogeni e delle stesse piante dall’estrazione del DNA di queste colture antenate, per capire come si sono modificati negli ultimi secoli. “I patogeni – chiarisce Rubio-Somoza – potrebbero essere ciclici e potrebbero essersi ripetuti nella storia. In questa logica si potrebbero disegnare degli schemi predittivi”. In pratica se i ricercatori riusciranno a prevedere il tipo di patogeni che aggredirà una determinata coltivazione e la quantità di precipitazioni che influenzerà un dato periodo di produzione, si potrà selezionare, in anticipo, la varietà più resistente a quelle condizioni, evitando l’uso o l’abuso di pesticidi e altri trattamenti chimici che hanno ormai un costo troppo elevato per l’ambiente.

In Italia ogni anno 11 miliardi di bottiglie di plastica di acqua minerale e 2 di vetro finiscono nei rifiuti. Ne beviamo 224 litri a testa, un record

Capire perché ogni italiano beve 224 litri di acqua minerale l’anno, collocandosi al secondo posto nella classifica mondiale, è difficile (*). È vero che i messicani arrivano a 234 litri, ma questo perché la rete dell’acqua potabile è inefficiente e spesso inesistente. L’altro fattore da considerare riguarda le bottiglie. Noi ne utilizziamo più o meno 11 miliardi di plastica e 2 miliardi in vetromentre in Messico l’acqua viene commercializzata prevalentemente in boccioni da 20 litri con vuoto a rendere e i numeri sono molto più bassi. Per rendersi conto basta dire che tutte queste bottiglie allineate formerebbero un serpentone di circa 4 milioni di km, pari a dieci volte la distanza che separa la terra dalla luna.
L’esagerato consumo di acqua minerale non piace ai media, che trattano questo problema solo una volta l’anno e in modo distratto, anche se i numeri sono da paura. Facendo i conti in tasca agli italiani, si scopre che le persone abituate a pasteggiare con la minerale spendono da 50/60 sino a 110 €/anno. C’è di più, il consumo non è collegato alla classe sociale, all’età, alla scolarità, al territorio; tutti i cittadini della penisola bevono in modo esagerato indipendentemente dalla qualità dell’acqua di rubinetto. Il settore è in crescita da 40 anni e siamo così affezionati all’acqua in bottiglia che, nonostante il calo del 10% dei consumi registrato negli anni 2008-2016, nello stesso periodo il settore ha registrato un incremento del 3% (Censis). Adesso la situazione è fuori controllo  visto che otto italiani su 10 ne bevono almeno mezzo litro al giorno, e possiamo considerarci il primo Paese al mondo che affoga nelle bollicine.
acqua minerale
Solo i messicani bevono più di noi, ma nel paese una parte rilevante della popolazione non ha accesso all’acqua potabile
Considerando che il 69% delle persone consuma acqua minerale senza bollicine, la scelta degli italiani non trova conforto nemmeno appellandoci all’attenuante del gusto. Il motivo di tanto entusiasmo è che i cittadini non si fidano del rubinetto, e scelgono l’acqua in bottiglia perché la considerano buona, salutare, oltre che comoda, sicura e poco costosa. Anche sapere che un litro costa 0,0015 centesimi e che oltre il 99% del prezzo di acquisto serve a coprire le spese di plastica, trasporto, commercializzazione e Iva non disincentiva l’acquisto. 
In questi mesi, diversi giornali e quotidiani come La Repubblica portano avanti campagne contro l’invasione della plastica e pubblicano storie molto belle, focalizzando l’attenzione su bottiglie che, non gestite correttamente, rappresentano una componente importante dei rifiuti abbandonati. Tutti i media hanno ripreso con enfasi la decisione europea di sostituire stoviglie di plastica, con prodotti realizzati in materiale compostabile. Un anno fa è anche cambiato il materiale dei sacchetti usati per l’acquisto della frutta e la verdura nei supermercati, creando una certa confusione per l’incapacità del governo di comunicare un’iniziativa intelligente, e per la miopia di diverse catene di supermercati che volevano speculare facendo pagare i nuovi sacchetti il doppio o il triplo rispetto al prezzo di acquisto.
Solo il 40% delle bottiglie di acqua minerale di plastica finisce nel circuito della raccolta differenziata
In un contesto dove le iniziative per sostituire la plastica si inseguono a ritmo sostenuto, nessuno punta il dito contro l’esagerato consumo di acqua minerale. Se la sensibilità e l’attenzione degli italiani per le problematiche ambientali è così elevata, come mai si dimenticano 11 miliardi di bottiglie di plastica e 2 miliardi di vetro che ogni anno finiscono nel ciclo dei rifiuti? Si tratta di 250 mila tonnellate di plastica (pet) di cui solo il 40% finisce nel circuito della raccolta differenziata. A questa esagerata quantità bisogna sommare la plastica che avvolge i cestelli da sei bottiglie vendute nei supermercati. Farsi delle domande è legittimo. Qualcuno ipotizza che la lobby dei produttori attraverso ingenti investimenti pubblicitari contribuisca a non stimolare i direttori dei giornali e gli editori a focalizzare l’attenzione sul fenomeno.
Due anni fa volevamo lanciare una campagna per sensibilizzare gli italiani a ridurre del 10-20% i consumi. Non siamo riusciti a trovare un solo partner, pur avendo chiesto ai grandi gestori della rete di Milano, Roma e Torino, alle associazioni ambientaliste e a quelle di consumatori. Il progetto prevedeva diverse iniziative per denunciare l’esagerato e immotivato consumo di acqua minerale in Italia. Volevamo spiegare alle persone che l’acqua di rete è nella stragrande maggioranza dei casi buona e controllata, che non esistono motivi in grado di giustificare 13,4 miliardi di litri di minerale in un paese dove il 99,9% della popolazione ha accesso all’acqua potabile.
(*) Gli italiani consumano 29 litri ogni anno più dei tedeschi, 84 più dei francesi e 85 più degli spagnoli e 173 più dei residenti nel Regno Unito. Fonte Censis  2018.