Quarto appuntamento a San Pietro in Cariano



NON CHIAMIAMOLO AMORE       
Lorella Don e Alessia Franzoso
del Centro Antiviolenza TELEFONO ROSA
Monologo di Franca Rame “Lo Stupro” recitato dall’attrice Rachele Pesce

ore 20,45/Teatro Noi/via Chiesa, 19/San Pietro in Cariano


Ingresso con tessera di € 10, valida per l’intero ciclo. 
Ingresso Gratuito per i minorenni



CON IL CONTRIBUTO DEL TESSERAMENTO TERRA VIVA SOSTIENE IMPORTANTI PROGETTI FORMATIVI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE SUL NOSTRO TERRITORIO QUALI GLI ORTI DIDATTICI DELLE SCUOLE DELLA VALPOLICELLA E L’ORTO TERAPIA


INFO gruppoterravivaverona@gmail.com / 333 5213792 / www.terravivaverona.org 



“NEL 2020 VERONA AVRÀ BISOGNO DI 1.200 LAVORATORI STAGIONALI PER RACCOGLIERE LA FRUTTA”

Nel 2020 Verona avrà bisogno di 1.200 lavoratori stagionali per far fronte alla raccolta della frutta. Lo hanno chiesto Confagricoltura Verona e Cia insieme a Coldiretti in una lettera indirizzata all’Ispettorato territoriale del lavoro di Verona e in incontro con il prefetto Donato Giovanni Cafagna, in vista della prossima emanazione del Decreto flussi stagionali per l’anno 2020.
Confagricoltura e Cia hanno spiegato come si sia accentuata nella provincia di Verona, nel 2019, la difficoltà a reperire lavoratori disponibili per brevi periodi e in particolare per la fase della raccolta dei prodotti agricoli. I lavoratori provenienti da Paesi comunitari come la Polonia e la Romania, che nell’ultimo decennio hanno rappresentato la maggiore forza lavoro stagionale disponibile, hanno iniziato infatti a non essere più interessati al lavoro stagionale in ambito agricolo. Proprio per questo, hanno spiegato le associazioni agricole, è necessario reperire lavoratori provenienti da Paesi quali la Moldavia, la Serbia e l’Albania. Essendo vicini e con facilità di accesso alla nostra provincia, potranno infatti usufruire delle quote “pluriennali”, che possono essere utilizzate solo quando un lavoratore è al secondo ingresso per lavoro stagionale in territorio italiano.
Nella lettera all’Ispettorato del lavoro le associazioni agricole hanno fatto presente anche come le quote 2019 assegnate a Verona, a più di sette mesi dalla presentazione, siano state rilasciate solo in piccola parte, mentre altre non hanno trovato accoglimento per carenza di “numeri”. Anche per questo il sistema di attribuzione deve essere rivisto e non assegnato a un invio informatizzato che tiene solo conto del fattore “tempo”, senza prendere in considerazione ad esempio il regolare svolgimento di contratti di lavoro gli anni precedenti.
Quest’anno alla provincia di Verona il ministero dell’Interno ha assegnato, con il Decreto flussi, 300 quote per il lavoro stagionale e 200 per il lavoro stagionale pluriennale (cioè stagionali che tornano ogni anno a fare le raccolte) a fronte di un migliaio di domande. Un numero che si è rivelato insufficiente per coprire le necessità di braccianti nei campi della provincia di Verona per la raccolta degli ortaggi e soprattutto di fragole, ciliegie, frutti di bosco, pesche, albicocche, meloni, uva, mele, pere e kiwi.

tratto da:

IN EMILIA ROMAGNA NASCONO I DISTRETTI DEL CIBO

Nascono i distretti del cibo in Emilia-Romagna, nuove strutture radicate nel territorio per promuoverne lo sviluppo, garantire la sicurezza alimentare, la coesione e l’inclusione sociale, ridurre l’impatto ambientale e lo spreco alimentare. Tra gli obiettivi anche quello di salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale, oltre a valorizzare le produzioni agroalimentari di qualità favorendo l’integrazione di filiera.
È un ulteriore riconoscimento per i Consorzi di tutela delle Dop e Igp e una opportunità in più per le imprese da Piacenza a Rimini di ottenere finanziamenti attraverso la partecipazione al bando nazionale dedicato ai ‘progetti di distretto’ del Ministero delle Politiche agricole di prossima emanazione.
La Giunta regionale, in considerazione del forte livello organizzativo del territorio, ha deciso così di rendere operativa una norma nazionale che potrà aumentare ancora di più i meccanismi di valorizzazione e promozione.
“Le nostre imprese hanno un forte dinamismo e una grande capacità di innovare lavorando insieme- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli (nella foto)-. Con questo provvedimento vogliamo dare un’ulteriore leva di crescita e di aggregazione su scala territoriale con il massimo di semplificazione possibile. Partendo proprio dalle specificità produttive locali gli operatori saranno in grado di definire regole comuni di valorizzazione di ciò che fanno senza schemi troppo rigidi. Per coloro che sono già attori di un percorso aggregativo su una specifica produzione, come ad esempio quelle DOP o IGP, basterà semplice istanza”.

Cosa sono i Distretti del cibo

I nuovi Distretti, in base alla legge nazionale, sono realtà strettamente legate al territorio con un’identità storica omogenea frutto dell’integrazione fra attività agricole e attività locali, nonché della produzione di beni o servizi di particolare specificità, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e locali.
Inoltre, sono classificati Distretti del cibo i distretti agroalimentari di qualità, anche a carattere interregionale, caratterizzati da significativa presenza economica e da interrelazione e interdipendenza produttiva delle imprese agricole e agroalimentari, nonché da una o più produzioni certificate e tutelate ai sensi della vigente normativa europea o nazionale, oppure da produzioni tradizionali o tipiche.
E poi i sistemi produttivi locali caratterizzati da una elevata concentrazione di piccole e medie imprese agricole e agroalimentari anche a carattere interregionale, localizzati in aree urbane o periurbane e caratterizzati dalla significativa presenza di attività agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree, caratterizzati dall’interrelazione e dall’integrazione fra attività agricole, in particolare quella di vendita diretta dei prodotti agricoli, e le attività di prossimità di commercializzazione e ristorazione esercitate sullo stesso territorio, delle reti di economia solidale e dei gruppi di acquisto solidale.
Infine, rientrano tra i Distretti, anche i sistemi produttivi locali caratterizzati dalla presenza di attività di coltivazione, allevamento, trasformazione, preparazione alimentare e agroindustriale svolte con il metodo biologico o nel rispetto dei criteri della sostenibilità ambientale, i biodistretti e i distretti biologici.

Chi può richiedere di diventare Distretto del cibo

Possono richiedere il riconoscimento di Distretto: le forme d’impresa societarie o consortili, le associazioni riconosciute dotate di personalità giuridica e le reti d’imprese soggetto, oltre a enti pubblici, Camere di commercio, enti di ricerca, il mondo delle Università e gli altri soggetti pubblici legati ad attività funzionalmente inerenti alle finalità del Distretto.  Possono inoltre far parte dei distretti le Organizzazioni professionali agricole, le Associazioni di categoria e altri soggetti privati in forma associativa che perseguono gli obiettivi del Distretto

Requisiti e condizioni per il riconoscimento

Chi si candida a diventare Distretto deve rappresentare uno o più prodotti e operare in un territorio ben definito. Deve dimostrare di essere rappresentativo della produzione agroalimentare realizzata nel territorio del Distretto e di avere regole di relazione e funzionamento vincolanti per coloro che partecipano al distretto.
È obbligatoria la sede legale od operativa nel territorio della Regione Emilia-Romagna o, nel caso di distretto interregionale, di avere la parte prevalente di attività in Emilia-Romagna.
I Consorzi di tutela per le produzioni DOCG, DOC e IGT o per le produzioni DOP e IGP e le Organizzazioni Interprofessionali che possiedono già riconoscimenti da parte di Enti pubblici, soddisfano già i requisiti e le condizioni sopraesposti.

Come presentare domanda

La domanda, in bollo e sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto richiedente, deve essere presentata al Responsabile del Servizio Organizzazioni di mercato e sinergie di filiera, Regione Emilia-Romagna – Direzione Generale Agricoltura, Caccia e Pesca, Viale della Fiera n. 8 – 40127 Bologna o via PEC: agrapa@postacert.regione.emilia-romagna.it.
Deve contenere l’indicazione della ragione sociale, del legale rappresentante, della sede legale e della sede operativa, del recapito telefonico, dell’indirizzo di posta elettronica certificata, della tipologia di Distretto per cui si chiede il riconoscimento, dell’ambito produttivo e della delimitazione del territorio.

NASCE IL CONSORZIO DELLO ZENZERO ITALIANO. PRODOTTO SUL MERCATO ENTRO FINE ANNO

Gli italiani lo apprezzano sempre di più, l’Istat lo ha inserito nel suo paniere per fotografare i consumi delle famiglie, le aziende agroalimentari lo aggiungono nei loro prodotti per innovare ricette e gusti. E adesso, per la prima volta, lo zenzero sarà al 100% made in Italy, con le prime quote di prodotto a marchio tricolore sugli scaffali della Distribuzione già entro la fine dell’anno.
Tutto questo è reso possibile grazie al Consorzio Zenzero Italiano, la prima realtà che riunisce produttori italiani di zenzero con tanto di marchio registrato sinonimo di garanzia, qualità e italianità. A promuovere questa iniziativa davvero unica e inedita nel panorama dell’agricoltura nazionale sono quattro soci fondatori, tutti punti di riferimento nel settore ortofrutticolo: Valfrutta Fresco (business unit di Apo Conerpo), la multinazionale della frutta Del Monte, la cooperativa ortofrutticola Agrintesa di Faenza (Ravenna), e  Agritechno Srl. “Dopo aver selezionato le migliori varietà di zenzero al mondo – spiega Massimo Longo, fondatore della società Agritechno e ideatore del progetto zenzero italiano -, grazie all’attività di ricerca e adattamento varietale avviate in collaborazione con Luciano Trentini e all’attività vivaistica della Cooperativa Giulio Bellini di Ravenna, siamo riusciti ad ottenere dei risultati eccellenti a livello organolettico e nutrizionale, con valori assolutamente al di sopra di ogni aspettativa. Da qui, insieme a Del Monte e con il coinvolgimento di Valfrutta Fresco nel percorso, è partito il progetto di coltivazione, inizialmente in fase test nel corso del 2018 e da oggi su larga scala in contesti di energie rinnovabili ed economie circolari a basso impatto ambientale che verranno meglio rappresentate durante l’evento di presentazione ufficiale del Consorzio”.
“L’obiettivo del Consorzio – spiega Stefano Soli, direttore generale di Valfrutta Fresco – è quello di costruire nuove opportunità per i produttori italiani e garantire ai consumatori un prodotto di ottima qualità, di gran lunga superiore a quello d’importazione asiatica o sudamericana, con una filiera certificata 100% italiana, dal rizoma al prodotto finito, garantita dal Consorzio dello Zenzero Italiano. Le prime quote di zenzero saranno disponibili entro la fine del 2019, per arrivare a garantire una fornitura continua già dall’anno successivo”.
Ai quattro fondatori si andranno ad aggiungere in breve tempo anche le principali realtà produttive, dislocate in tutto il Paese: “La produzione sarà concentrata in un numero limitato di aziende – commenta Massimo Longo – che renderanno disponibile lungo tutto l’anno un prodotto di qualità coltivato secondo i disciplinari del Consorzio Zenzero Italiano. Potremo contare su diversi areali di produzione, in particolare nelle regioni del Centro e del Sud Italia, dove verrà coltivato sia zenzero convenzionale che biologico”. Tutto il raccolto sarà poi conferito in un unico centro di stoccaggio, lavorazione e confezionamento, dal quale partirà per tutte le destinazioni nazionali e internazionali. Protagonista di questa fase sarà la cooperativa Agrintesa, che svolgerà tali operazioni nella struttura all’avanguardia di Gambettola (Forlì-Cesena), mentre la società RLA di Gambettola si occuperà della gestione logistica e trasporto del prodotto finito”.

Una volta pronte per raggiungere il mercato, le referenze del Consorzio Zenzero Italiano saranno infine commercializzate con i brand dei due partner commercialiValfrutta e Del Monte. “Si tratta di un’operazione di grande lungimiranza, che risponde alla vocazione all’innovazione presente nel DNA dei soci fondatori del Consorzio – prosegue Soli -: non appena la produzione sarà a regime garantiremo per la prima volta al consumatore un prodotto eccellente e da filiera certificata e controllata 100% made in Italy, con la certezza della presenza sul mercato per tutti i 12 mesi dell’anno”.
Il Consorzio Zenzero Italiano sarà costituito formalmente entro la fine del 2019 insieme al marchio registrato, mentre la produzione è stata già avviata: il primo zenzero a marchio del Consorzio arriverà sul mercato entro la fine dell’anno.

Pid tour: comunicazione e marketing digitale, come creare valore impiegando le nuove tecnologie

La Camera di Commercio di Verona orgnizza insieme all'Università di Verona Il PID tour:

5 eventi in 5 differenti location in provincia di Verona, per diffondere conoscenza su temi di digitalizzazione specifici e pratici uniti dal filo conduttore del marketing digitale, inteso come l’uso di tecnologie digitali per creare una comunicazione integrata, mirata e misurabile, che aiuta l’impresa ad acquisire e conservare la clientela e al tempo stesso a consolidare le relazioni con essa. 

Le imprese possono partecipare ad uno o tutti gli incontri per avere un quadro conoscitivo più ampio sul tema del marketing digitale e dei suoi strumenti. Le tappe saranno declinate in base alla vocazione economica del territorio, in modo specifico.

Ciascuna tappa prevede una breve introduzione, a cura della CCIAA, dei programmi camerali per la digitalizzazione e delle azioni del piano Agenda Digitale.

I contenuti di ciascuna tappa si articolano a partire da un problema aziendale, prevedendo poi sempre due diversi tipi di conoscenze proposte: gestionali e tecniche.

Destinatari
Imprese locali, commercialisti e consulenti aziendali, insegnanti,scuole del territorio, Associazioni imprenditoriali.

ELENCO DATE (pubblichiamo solo le ultime due)

giovedì 14 novembre San Floriano, 
Villa Lebrecht,(Aula Berni), Via della Pieve 70,  ore 17-19: Perché non basta produrre del vino di qualità: la corporate communication tramite il sito web aziendale

giovedì 21 novembre Villafranca,  

Auditorium comunale, Piazza San Francesco 1, ​ ore 17-19: Oltre il made in Italy: quali sono i migliori strumenti di analisi del web per capire le tendenze del mercato?

La partecipazione è gratuita. Iscriviti on line
Per informazioni

U.O. Competitività e Mercati

Orari:

Lun-Ven 8:45-12:15 / Lun e Giov 15:00-16:30

Tel: 045 8085761-871

e-mail: sviluppo@vr.camcom.it

PEC: cciaa.verona@vr.legalmail.camcom.it

AGROECOLOGIA PER L’AGRICOLTURA BIOLOGICA. EVENTO LANCIO PER IL CENTRO ITALIA DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DI AGROECOLOGIA

CONVEGNO

 15 novembre 2019 
Aula Magna 

Scuola di Agraria - Università degli Studi di Firenze 



PROGRAMMA 
08.45-09.00 Registrazione 
09.00-09.20 SALUTO E ORGANIZZAZIONE DELLA GIORNATA 
Saluto del Prof. Francesco Ferrini 
Preside della Scuola di Agraria dell’Università degli Studi di Firenze 
Saluto del Prof. Simone Orlandini 
Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari Ambientali e Forestali (DAGRI), Università degli Studi di Firenze 
Organizzazione della giornata 
Prof. Gaio Cesare Pacini 
Vice-Presidente AIDA 
Università degli Studi di Firenze 
Saluto della Dott.ssa Paola Migliorini/Prof. Paolo Barberi 
Presidentessa Agroecology Europe/Vice-Presidente Agroecology Europe 

I SESSIONE: AGROECOLOGIA 
09.20-09.30 Agroecologia per l’agricoltura biologica e biodinamica 
Prof.ssa Concetta Vazzana 
Socio onorario di Agroecology Europe 
Università degli Studi di Firenze 
09.30-09.40 Alleanze per l’Agroecologia nel mondo 
Dr.ssa Caterina Batello 
Honorary Member Agroecology Europe and former Team Leader – 
Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) 
09.40-09.55 Le origini dell’Associazione Italiana di Agroecologia – AIDA 
Prof. Stefano Bocchi 
Presidente AIDA 
Università degli Studi di Milano 
09.55-10.10 Le reti per la ricerca in agricoltura biologica e in agroecologia 
Dott. Stefano Canali 
Presidente della Rete Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica (RIRAB) e responsabile scientifico del Progetto RETIBIO 
Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente (CREA-AA, Sede di Roma) 
10.10-10.25 L'agroecologia per i giovani e i giovani per l'agroecologia 
Dott. Tommaso Gaifami 
Agroecology Europe Youth Network 

II SESSIONE: SOSTENIBILITÀ DELLE AZIENDE E AGRICOLTURA ETICA 
10.25-10.40 Sostenibilità delle aziende 
Dott. Massimo Carlotti 
Responsabile del Dipartimento Agroalimentare di Legacoop Toscana 
I SESSIONE: AGROECOLOGIA 
09.20-09.30 Agroecologia per l’agricoltura biologica e biodinamica 
Prof.ssa Concetta Vazzana 
Socio onorario di Agroecology Europe 
Università degli Studi di Firenze 
09.30-09.40 Alleanze per l’Agroecologia nel mondo 
Dr.ssa Caterina Batello 
Honorary Member Agroecology Europe and former Team Leader – 
Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) 
09.40-09.55 Le origini dell’Associazione Italiana di Agroecologia – AIDA 
Prof. Stefano Bocchi 
Presidente AIDA 
Università degli Studi di Milano 
09.55-10.10 Le reti per la ricerca in agricoltura biologica e in agroecologia 
Dott. Stefano Canali 
Presidente della Rete Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica (RIRAB) e responsabile scientifico del Progetto RETIBIO 
Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente (CREA-AA, Sede di Roma) 
10.10-10.25 L'agroecologia per i giovani e i giovani per l'agroecologia 
Dott. Tommaso Gaifami 
Agroecology Europe Youth Network 
II SESSIONE: SOSTENIBILITÀ DELLE AZIENDE E AGRICOLTURA ETICA 
10.25-10.40 Sostenibilità delle aziende 
Dott. Massimo Carlotti 
Responsabile del Dipartimento Agroalimentare di Legacoop Toscana 
10.40-10.55 La rinascita del patrimonio cerealicolo a Montespertoli: la sfida di dare 
agli agricoltori il giusto compenso 
Prof. Guido Gualandi 
Presidente dell'Associazione Grani Antichi di Montespertoli 
10.55-11.10 Quale etica in agricoltura? 
Dott. Maurizio Agostino 
Humus - Rete Sociale per la Bioagricultura Italiana 
11.10-11.15 Presentazione introduttiva della rivista scientifico-divulgativa “BioagricolturaOggi” 
Dott. Marco Fratoddi 
Caporedattore BioagricolturaOggi 
11.15-11.35 Coffee break 

..... il programma completo sul sito internet di ISDE

Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia
Via XXV Aprile n.34, 3 Piano - 52100 Arezzo - tel 0575 23612
Web www.isde.it


RISARCIMENTI DA CIMICE, IN VENETO “SPETTANO A CHI HA PERSO PIÙ DEL 30% DELLA PRODUZIONE”

Prende forma l’azione di risarcimento disposta dalla Regione Veneto nei confronti dei frutticoltori la cui colture sono state gravemente danneggiate dalla cimice asiatica: la Giunta regionale del Veneto ha stabilito – su proposta dell’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan (nella foto) – le modalità di calcolo e assegnazione del fondo di emergenza di 3 milioni e 48 mila euro stanziato nel bilancio 2019.
“I danni denunciati dagli agricoltori veneti – premette l’assessore Pan – sono stimati tra gli 80 e i 100 milioni di euro per l’intero comparto frutticolo. Siamo in presenza di una vera e propria calamità, diffusa in tutta la pianura veneta, che richiede un piano organico di contenimento e prevenzione, a valenza nazionale, dotato di adeguate risorse, mezzi e finanze. In attesa che il ministero competente e il governo adotti un intervento incisivo di contrasto e di indennizzo, la regione Veneto, per parte propria, ha messo in campo un primo aiuto emergenziale per soccorrere i frutticoltori che hanno subito, a causa della cimice marmorata, danni superiori al 30 per cento della produzione lorda vendibile ordinaria dell’azienda. I risarcimenti saranno ripartiti in misura proporzionale tra tutti gli eventi diritti, sino ad un massimo dell’80 per cento del danno subito”.
La definizione del valore del parametro risarcitorio per le singole colture (melo, pero, pesco, actinidia, noce da frutto e altri fruttiferi) sarà individuata con prossimo decreto del direttore della Direzione regionale agroalimentare in collaborazione con il servizio fitosanitario regionale e con Avepa, sentite le organizzazioni dei produttori agricoli e le organizzazioni professionali agricole che aderiscono al tavolo verde.
Con il medesimo provvedimento, per la cui emanazione sarà necessario attendere i dati delle colture ancora in atto, verranno aperti i termini per la presentazione delle domande al fine della quantificazione del contributo regionale.
“Nel contempo la Regione Veneto  continuerà a fare pressione su Mipaaft, governo, parlamento ed organismi comunitari – conclude Pan – perché questa emergenza sia affrontata su scala nazionale, con investimenti adeguati nella ricerca e nello studio di piani di contrasto con insetti antagonisti, e con un congruo intervento risarcitorio o compensativo nei confronti di chi ha visto interamente distrutta o pesantemente deprezzata la propria produzione frutticola”.

Tratto da: http://www.corriereortofrutticolo.it/2019/11/05/risarcimenti-da-cimice-in-veneto-spettano-a-chi-ha-perso-piu-del-30-della-produzione/

Al Teatro Noi a San Pietro in Cariano

IPERTENSIONE, DIABETE, OBESITA’,
COME CONTROLLARLI CON L’ALIMENTAZIONE
Dott. Enrico Dall’Anese, esperto in alimentazione

AMBIENTE E ALIMENTAZIONE. QUALE RELAZIONE? 
doc. di Scienza e Cultura dell’alimentazione

ore 20,45/Teatro Noi/via Chiesa, 19/San Pietro in Cariano


Ingresso con tessera di € 10, valida per l’intero ciclo. 
Ingresso Gratuito per i minorenni

CON IL CONTRIBUTO DEL TESSERAMENTO TERRA VIVA SOSTIENE IMPORTANTI PROGETTI FORMATIVI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE SUL NOSTRO TERRITORIO QUALI GLI ORTI DIDATTICI DELLE SCUOLE DELLA VALPOLICELLA E L’ORTO TERAPIA

INFO gruppoterravivaverona@gmail.com / 333 5213792 / www.terravivaverona.org 


San Giorgio di Valpolicella‎, Festa de le Fae 2019

Programma della Festa delle Fae 2019 Venerdì 8 novembre ore 20.45 Concerto “Vergine Madre”. La figura di Maria nel panorama musicale. Violino organo e voce. Sabato 9 novembre Ore 15.00 -19.00 AQUA – Acqua vitale, acqua operosa, acqua sacra: racconti millenari a San Giorgio: Ore 15.00 – 16.45 Escursione alla scoperta delle sorgenti che da sempre hanno reso possibile la vita del borgo. Difficoltà facile/media, si consiglia di indossare indumenti adeguati ad una giornata autunnale in collina. Ore 17.00 – 19.00 Visita guidata speciale all’imbrunire alla Pieve, all’area archeologica e al museo. Attività a prenotazione obbligatoria: al numero +39 328 417 8703 oppure tramite mail a antiquariumsangiorgio@gmail.com, con contributo per l’associazione (gratuito fino a 14 anni). Domenica 10 novembre Ore 10.00 S. Messa con benedizione e distribuzione del pane, con la partecipazione del coro locale con costumi tradizionali. Ore 12.00 Dalla pietra delle Fae, distribuzione della minestra di fave per gli abitanti del luogo. Dalle ore 12.30 alle 18.00 Degustazione e vendita di Fae, castagne e sponghé a tutti, accompagnati dai vini della Valpolicella. Oltre ai nostri vini tipici, potete trovare anche quelli provenienti da uno dei borghi più belli d’Italia: Egna (Bz). Durante la giornata musica con i BAL BRULÈ. Il museo e l’area archeologica saranno aperti durante tutta la manifestazione.
Leggi l'articolo originale su Città di Verona! https://www.cittadiverona.it/eventi/festa-delle-fae-a-san-giorgio-ingannapoltron?fbclid=IwAR1_bryGgG9FjQQ0DCwTpmrMCvKjVfOfN3SUTGXFHHla5qpbzKlkmqW2r04 | Città di VeronaProgramma della Festa delle Fae 2019 Venerdì 8 novembre ore 20.45 Concerto “Vergine Madre”. La figura di Maria nel panorama musicale. Violino organo e voce. Sabato 9 novembre Ore 15.00 -19.00 AQUA – Acqua vitale, acqua operosa, acqua sacra: racconti millenari a San Giorgio: Ore 15.00 – 16.45 Escursione alla scoperta delle sorgenti che da sempre hanno reso possibile la vita del borgo. Difficoltà facile/media, si consiglia di indossare indumenti adeguati ad una giornata autunnale in collina. Ore 17.00 – 19.00 Visita guidata speciale all’imbrunire alla Pieve, all’area archeologica e al museo. Attività a prenotazione obbligatoria: al numero +39 328 417 8703 oppure tramite mail a antiquariumsangiorgio@gmail.com, con contributo per l’associazione (gratuito fino a 14 anni). Domenica 10 novembre Ore 10.00 S. Messa con benedizione e distribuzione del pane, con la partecipazione del coro locale con costumi tradizionali. Ore 12.00 Dalla pietra delle Fae, distribuzione della minestra di fave per gli abitanti del luogo. Dalle ore 12.30 alle 18.00 Degustazione e vendita di Fae, castagne e sponghé a tutti, accompagnati dai vini della Valpolicella. Oltre ai nostri vini tipici, potete trovare anche quelli provenienti da uno dei borghi più belli d’Italia: Egna (Bz). Durante la giornata musica con i BAL BRULÈ. Il museo e l’area archeologica saranno aperti durante tutta la manifestazione.
Leggi l'articolo originale su Città di Verona! https://www.cittadiverona.it/eventi/festa-delle-fae-a-san-giorgio-ingannapoltron?fbclid=IwAR1_bryGgG9FjQQ0DCwTpmrMCvKjVfOfN3SUTGXFHHla5qpbzKlkmqW2r04 | Città di VeronaProgramma della Festa delle Fae 2019 Venerdì 8 novembre ore 20.45 Concerto “Vergine Madre”. La figura di Maria nel panorama musicale. Violino organo e voce. Sabato 9 novembre Ore 15.00 -19.00 AQUA – Acqua vitale, acqua operosa, acqua sacra: racconti millenari a San Giorgio: Ore 15.00 – 16.45 Escursione alla scoperta delle sorgenti che da sempre hanno reso possibile la vita del borgo. Difficoltà facile/media, si consiglia di indossare indumenti adeguati ad una giornata autunnale in collina. Ore 17.00 – 19.00 Visita guidata speciale all’imbrunire alla Pieve, all’area archeologica e al museo. Attività a prenotazione obbligatoria: al numero +39 328 417 8703 oppure tramite mail a antiquariumsangiorgio@gmail.com, con contributo per l’associazione (gratuito fino a 14 anni). Domenica 10 novembre Ore 10.00 S. Messa con benedizione e distribuzione del pane, con la partecipazione del coro locale con costumi tradizionali. Ore 12.00 Dalla pietra delle Fae, distribuzione della minestra di fave per gli abitanti del luogo. Dalle ore 12.30 alle 18.00 Degustazione e vendita di Fae, castagne e sponghé a tutti, accompagnati dai vini della Valpolicella. Oltre ai nostri vini tipici, potete trovare anche quelli provenienti da uno dei borghi più belli d’Italia: Egna (Bz). Durante la giornata musica con i BAL BRULÈ. Il museo e l’area archeologica saranno aperti durante tutta la manifestazione.

Leggi l'articolo originale su Città di Verona! https://www.cittadiverona.it/eventi/festa-delle-fae-a-san-giorgio-ingannapoltron?fbclid=IwAR1_bryGgG9FjQQ0DCwTpmrMCvKjVfOfN3SUTGXFHHla5qpbzKlkmqW2r04 | Città di Verona

Migliorini (La Primavera), il significato della fusione con Agrintesa

L’aggregazione come strada obbligata per vincere le grandi sfide del mercato globale, raggiungere le economie di scala indispensabili per assicurare la massima efficienza e garantire ai produttori la giusta redditività. Si inserisce in quest’ottica la fusione tra Agrintesa di Faenza (RA), una delle principali realtà ortofrutticole a livello nazionale con una produzione di 270.000 tonnellate, e la Cooperativa Agricola La Primavera, storica realtà veronese specializzata nella coltivazione di frutta e verdura biologica, con una produzione di 5.000 tonnellate, e socia di maggioranza della commerciale Brio.
“Questa operazione – ha dichiarato il presidente della Cooperativa La Primavera, Albino Migliorini (nella foto) – costituisce il completamento del percorso avviato nel 2014 entrando in Agrintesa, realtà leader del Gruppo Apo Conerpo, con l’obiettivo prioritario di promuovere e sviluppare il biologico”.
“In questo modo – ha aggiunto – è data ai nostri soci la possibilità di guardare al futuro con maggiore fiducia, di essere più competitivi ed organizzati a livello produttivo e commerciale con l’obiettivo di dare migliori risposte economiche alla base sociale. Allo stesso tempo Agrintesa potrà ridare slancio allo sviluppo dell’agricoltura biologica sul territorio nazionale e in primis a quello veronese”.
“L’esperienza trentennale dei soci della Cooperativa La Primavera nel settore del biologico si coniuga perfettamente con la storia di Agrintesa, da sempre estremamente attenta alle tecniche di coltivazione più moderne nel rispetto dell’ambiente per offrire al consumatore una gamma completa di frutta e verdura maturata nelle zone italiane più vocate”.
Inoltre, anche grazie  a questa fusione, l’areale di produzione bio veronese, già riconosciuto per la sua eccellenza, potrà beneficiare di nuovi programmi per lo sviluppo delle coltivazioni biologiche creando concrete opportunità per le aziende agricole che vogliono aderire a questa importante realtà nazionale.
“A mio parere – ha concluso Migliorini – questa operazione rafforza e qualifica l’intero comparto del biologico veronese con migliori prospettive di crescita e di investimenti in un momento in cui l’agricoltura soffre dei cambiamenti pedoclimatici”.
“Questa acquisizione conferma la strategia di crescita di Agrintesa in uno degli asset fondamentali – ha commentato da parte sua il presidente della cooperativa faentina Raffaele Drei -. Per il biologico riteniamo serva maggiore determinazione nel dare risposte alle crescenti richieste del mercato, motivo per cui stiamo accompagnando i nostri soci in un percorso di riconversione delle coltivazioni ove ne esistano le condizioni e la convinzione del produttore. Dopo anni di collaborazione, i consigli di amministrazione delle cooperative La Primavera e Agrintesa hanno deciso di razionalizzare le attività giungendo a una fusione per incorporazione, consentendo così ad Agrintesa di controllare la maggioranza assoluta della società commerciale Brio”.

9 Novembre. Interessante convegno ad Avesa

Sfide contemporanee per la classe lavoratrice e i contadini in Brasile

La questione agraria in Brasile

Dagli anni '90, la questione agraria brasiliana è stata costituita dall'egemonia dell'agroindustria come modello di dominio sull'agricoltura, controllata da società transnazionali e capitale finanziario in alleanza con grandi proprietari di terreni locali. La tendenza storica di questo modello produttivista nel contesto globale indica una diminuzione della produttività media e della rendita, in particolare nella produzione di alimenti. Il modello è incentrato sulle monocolture di alcuni prodotti agricoli, basandosi intensamente sulla meccanizzazione e suli pesticidi, sull'uso di semi geneticamente modificati come proprietà privata appartenente alle aziende e sulla rimozione della forza lavoro dai campi.

Questo modello causa molti problemi, come l'aumento della disuguaglianza sociale, la disoccupazione, il trasferimento del reddito agricolo ai centri di capitale finanziario, lo spopolamento di vaste regioni, l'aumento delle malattie causate dai pesticidi e la proliferazione di crimini ambientali. Pertanto, da un lato, abbiamo il massimo profitto per alcune aziende e alcuni agricoltori e, dall'altro, l'incapacità di creare un modello sostenibile per il futuro.

Le aziende continuano a centralizzare e ampliare il loro controllo su tutto il settore produttivo su scala globale. Ma questa non è una soluzione sociale. Nel caso dei semi, ad esempio, circa venti anni fa, le società più piccole dominavano il mercato. Nell'attuale periodo, ci sono state duecento acquisizioni e il mercato è monopolizzato da quattro società che controllano il 68 percento delle vendite, la maggior parte delle quali sono semi geneticamente modificati. Nel caso dei pesticidi, quattro società attualmente dominano il 71 percento del mercato.                                                                         Inoltre, le aziende produttrici di sementi, pesticidi e fertilizzanti si sono fuse, aumentando ulteriormente la monopolizzazione del settore.

In Brasile, il modello di espropriazione agricola - sfruttando la natura e il lavoro per aumentare la concentrazione delle ricchezze - risale all'era coloniale, durante la quale il lavoro degli schiavi fu usato per quattrocento anni per accumulare capitali. Da allora, il diritto di accesso alla terra è stato negato alla classe lavoratrice, ai popoli indigeni, agli ex schiavi e ai contadini senza terra.
Successivamente, negli anni '60, '70 e '80, il paese conobbe una modernizzazione tecnica dell'agricoltura, specialmente durante la dittatura militare, che non alterò la struttura agraria del paese. Da allora, l'industria agroalimentare ha acquisito forza con il sostegno dello stato brasiliano, con conseguente aumento della disuguaglianza nelle aree rurali euna riduzione della popolazione rurale, che ora è inferiore al 15% della popolazione totale.

I dati preliminari forniti dal censimento agricolo dell'Istituto brasiliano di geografia e statistica rivelano che, in dieci anni, c'è stato un calo di quasi il 10 percento del numero di persone occupate in agricoltura. Il censimento mostra anche che il numero di stabilimenti è diminuito, ma l'area che occupano è aumentata. Gli stabilimenti con oltre mille acri  (4 Kmq) rappresentano l'1 percento del totale, ma occupano il 47,5 percento dell'area totale corrispondente.

8 Novembre al Tirtha di Pescantina


Il dott. Enrico Dall’Anese e il prof.Giuseppe Lugoboni al terzo appuntamento di Terraviva Verona


IPERTENSIONE, DIABETE, OBESITA’,
COME CONTROLLARLI CON L’ALIMENTAZIONE
Dott. Enrico Dall’Anese, esperto in alimentazione

AMBIENTE E ALIMENTAZIONE. QUALE RELAZIONE? 
doc. di Scienza e Cultura dell’alimentazione

ore 20,45/Teatro Noi/via Chiesa, 19/San Pietro in Cariano

Ingresso con tessera di € 10, valida per l’intero ciclo. 
Ingresso Gratuito per i minorenni

CON IL CONTRIBUTO DEL TESSERAMENTO TERRA VIVA SOSTIENE IMPORTANTI PROGETTI FORMATIVI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE SUL NOSTRO TERRITORIO QUALI GLI ORTI DIDATTICI DELLE SCUOLE DELLA VALPOLICELLA E L’ORTO TERAPIA

INFO gruppoterravivaverona@gmail.com / 333 5213792 / www.terravivaverona.org 




Biodiversità a partire dai semi . L’agricoltura del futuro

Biodiversità a partire dai semi . L'agricoltura del futuro
Martedì 12 novembre dalle 9.00 alle 12.00 presso l’aula magna dell’ IIS “Stefani-Bentedofìdi” in viale dell'Agricoltura 1 di Buttapietra (Vr) convegno sull’evoluzione varietale dei cereali, stato dell’arte della certificazione biologica, esperienze in rete del progetto CONSEMI e la Casa dei Semi del Veneto, progetto Bionet-cereali e attività nell’azienda agraria dell’Istituto, 1867 nascita dell’istruzione agraria a Verona.
info@aveprobi.org
didattica@aveprobi.org

25 novembre 2019: Giornata internazionale dei Medici per l’Ambiente

Il 25 Novembre 1990 nasceva International Society of Doctors for the Environment – ISDE.
Da allora l’ISDE ha svolto una rilevante attività di formazione e informazione in tema di ambiente e salute, ha contribuito all’approfondimento culturale e scientifico di molti aspetti di questo rapporto complesso e indissolubile, in particolare in collaborazione la Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, società medico-scientifiche, Istituzioni, organizzazioni non governative e più in generale cittadini.
ISDE è stata ed è punto di riferimento per coloro, non solo medici, che vivono con responsabilità e coraggio ogni giorno quanto ben sintetizzato e testimoniato da Lorenzo Tomatis, medico, già Direttore dell’Agenzia Internazionale di Ricerca sul cancro (I.A.R.C.) dal 1981 al 1994 e primo Presidente del Comitato Scientifico Internazionale dell’ISDE ovvero che: “Tutti gli uomini sono responsabili dell’ambiente, i medici lo sono due volte”.
E’ con l’eredità morale e scientifica di Lorenzo Tomatis e con l’impegno di tutti gli iscritti che ISDE Italia promuove anche quest’anno la Giornata Internazionale dei Medici per l’Ambiente con varie iniziative locali che si svolgeranno il prossimo 25 Novembre o in date contigue e che avranno come tema per l’anno 2019 due importanti campagne che vedono la nostra associazione tra i promotori: la campagna nazionale “Giudizio Universale” e l’alleanza per il clima, la Terra e la giustizia social Alleanza Laudato si .

Da venerdì 08 a domenica 17.11.2019 - Verona - 39° FestivalCinemaAfricano

Programma completo su:



RADICCHIO, CASTAGNA E PESCA DI VERONA PROTAGONISTI IN UN LIBRO TRA ARTE E AGRICOLTURA

L’agricoltura è una fonte d’ispirazione per l’arte? Per rispondere a questa domanda, Coldiretti Verona, attraverso il coordinamento provinciale Donne Impresa, organizza una tavola rotonda con esperti di vari settori che ne discuteranno, a partire da una ricerca storica fino ad arrivare a nostri giorni. Lunedì 4 novembre alle 17.30 all’antica Fonderia Aperta Teatro, in Via del Pontiere 40/A, a Verona, si partirà dalla presentazione del libro a cura di Daniela Cavallo, architetto e docente di marketing all’Università di Verona edito da Coldiretti Verona in collaborazione con Fondazione Cattolica Assicurazioni, per capire come i prodotti della terra possono ispirare, anche ai giorni nostri, varie forme d’arte. All’incontro interverranno, oltre all’autrice del libro, Cibo, giovane artista e writer veronese, lo chef stellato Giancarlo Perbellini e il viticoltore Sandro Gini. Francesco Gini, poi, illustrerà come il vino può ispirare anche l’essenza di profumi. L’incontro sarà aperto da Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona, Adriano Tomba, segretario generale di Fondazione Cattolica Assicurazione e Chiara Recchia, responsabile provinciale di Donne Impresa Coldiretti.
“Coltiviamo nella nostra provincia prodotti agricoli molto antichi rappresentati in dipinti e in scritti storici come il radicchio rosso, la castagna e la pesca – evidenzia Chiara Recchia – che abbiamo voluto documentare e testimoniare in un volume in italiano e in inglese da diffondere anche ad attività turistiche. Allo stesso tempo, riteniamo che sia una forma d’arte dipingere un murales con i prodotti della terra, creare un piatto stellato con materie prime locali o produrre un vino che va oltre i canoni delle buone pratiche agronomiche. Del resto, anche le produzioni agricole sono rappresentative di un territorio e lo raccontano esattamente come fanno la storia, l’arte e le tradizioni”.
La partecipazione è libera e gratuita, previa iscrizione a verona@coldiretti.it.

Martedì 29 Ottobre secondo appuntamento TerraVivaVerona

VENTO DI SCIROCCO
EMERGENZE UMANITARIE E MIGRAZIONI
Davide Coltri, operatore umanitario in progetti di istruzione, 
presenterà il suo libro “DOV’E’ CASA MIA”. 
Prof. Stefano Verzè, giornalista esperto di questioni di politica internazionale. 
Intermezzo musicale con arie medio-orientali con il gruppo “Nardo Trio”

ore 20,45/Teatro Noi/via Chiesa, 19/San Pietro in Cariano 

Ingresso con tessera di € 10, valida per l’intero ciclo.  
Ingresso Gratuito per i minorenni 

CON IL CONTRIBUTO DEL TESSERAMENTO TERRA VIVA SOSTIENE IMPORTANTI PROGETTI FORMATIVI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE SUL NOSTRO TERRITORIO QUALI GLI ORTI DIDATTICI DELLE SCUOLE DELLA VALPOLICELLA E L’ORTO TERAPIA 

INFO  gruppoterravivaverona@gmail.com  / 333 5213792 /  www.terravivaverona.org


UNIVERSITÀ DI PADOVA, UN CORSO DI LAUREA PER IL SISTEMA BIO

Una rete tra aziende, Regione e Università, ha dato il via ad un corso dedicato.
“Bioinnova Veneto” raccoglie 53 aziende e mette insieme Università degli Studi di Padova, IUAV di Venezia e, tramite Fondazione Univeneto, tutte le altre università venete. E’ una “Rete Innovativa regionale”, che cerca di costruire un sistema, perchè il biologico è una “leva di sviluppo sostenibile dei territori”, come recitava anche il titolo del convegno di presentazione.
Grazie a questo impegno è nato il primo corso di laurea in Italia in questo settore, dedicato a “Tecniche di gestione delle produzioni biologiche vegetali”, promosso dall’Università degli studi di Padova e presieduta dal prof. Giuseppe Zanin. “E’ uno strumento importantissimo che riduce al minimo il gap tra imprese Università – ha spiegato l’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato –  tema questo che da sempre è sul tavolo delle istituzioni e che oggi, finalmente, il Veneto dimostra si può affrontare concretamente.”
“Mettendo innovazione e ricerca nelle nostre imprese agricole – ha concluso Marcato – riusciamo a offrire opportunità di sviluppo ad un territorio straordinario come è il Veneto, rispettando l’ambiente, facendo bioagricoltura e dando sostenibilità non solo ambientale ma anche economica. Con questa rete, infatti, offriamo occasioni di sviluppo economico in ambito agricolo sostenibili sia da un punto di vita finanziario che da un punto di vista ambientale.”

il 30 ottobre a San Michele Extra


Il Parlamento europeo dice no ai brevetti per prodotti naturali

Non ci dovrebbe essere nessun brevetto per i prodotti biologici. È questa, in soldoni, la novità che arriva da Bruxelles. Cos’è successo? Il Parlamento europeo ha invitato la Commissione europea a fare tutto il possibile per convincere l’Ufficio europeo dei brevetti (Ueb) a non concedere brevetti su prodotti ottenuti da processi essenzialmente biologici. Lo ha reso noto il Parlamento europeo spiegando che i deputati hanno approvato, per alzata di mano, una risoluzione sul tema. Con tale documento, i deputati hanno esortato anche l’Ueb a ripristinare immediatamente la chiarezza giuridica in materia: infatti nessuno dei 38 Stati firmatari della Convenzione sul brevetto europeo consente di brevettare i prodotti ottenuti con metodi tradizionali. Un accesso libero alle informazioni e al materiale vegetale biologico è essenziale per stimolare l’innovazione e la competitività nei settori dell’allevamento e dell’agricoltura, per sviluppare nuove varietà, migliorare la sicurezza alimentare e affrontare il cambiamento climatico, hanno inoltre sottolineato i deputati nella risoluzione non legislativa approvata giovedì.

Qual è il senso di questa risoluzione?

Durante il dibattito molti deputati hanno affermato che l’accesso alle risorse genetiche non deve essere limitato, poiché ciò potrebbe portare a una situazione in cui alcune multinazionali detengono il monopolio sul materiale di coltivazione delle piante, a scapito degli agricoltori e dei consumatori dell’Unione europea. Un tema su cui da tempo è in atto un braccio di ferro.

Brevetti, la cronologia degli eventi

Nel marzo 2015, ricorda una nota, “la commissione allargata di ricorso dell’Ufficio europeo dei brevetti (Ueb) ha deciso che, nei casi riguardanti i pomodori (G0002/12) e i broccoli (G0002/13), i prodotti ottenuti da processi essenzialmente biologici, come l’incrocio, possono ottenere la tutela brevettuale”. Il Parlamento europeo ha risposto nel dicembre 2015 con una risoluzione non vincolante, in cui si chiedeva di chiarire le norme Ue e si reiterava l’obiezione alla brevettabilità dei prodotti derivati dalla coltura convenzionale.
In seguito all’intervento della Commissione europea nel novembre 2016 l’Ueb ha modificato la propria politica per non concedere brevetti ai prodotti ottenuti tramite processi essenzialmente biologici. Tuttavia, nel dicembre 2018 “la commissione tecnica di ricorso dell’Ueb ha respinto tale decisione, sostenendo che la Convenzione sul brevetto europeo abbia la precedenza giuridica sulle norme di attuazione dell’Ueb (decise dalle Commissione europea)”.

Se i semi fossero delle canzoni…




Spesso sui social, nelle discussioni tra amici ma ovunque e dappertutto, mi arrivano via mail, via messaggio, in qualunque modo, domande angoscianti ed asfissianti sull’argomento che è immancabilmente, sempre lo stesso. Cosa dice la legge sulla riproduzione, condivisione, scambio o vendita delle sementi. Proprio di recente, mi è arrivata una mail dal Cile, mi si chiede cosa dice la legislazione europea e quella italiana, in particolare, in merito alle sementi contadine. Sono ormai oltre quindici anni che agisco, mi muovo, ascolto, leggo, scrivo, comunico in questo nostro mondo che cresce e discute, si lacera, si suddivide e litiga, ma cresce, impetuosamente e conosce momenti di ripiegamento. Ed è naturale che sia così. E’ nella natura delle cose, nella natura delle cose che sono vive: ho potuto salvare un’essenza, il miliun, la cyclanthera pedata, nel 2002 o era il 2001? In settembre, e questo è certo, perché il suo custode, aveva perso il terreno, aveva divorziato dalla moglie e quindi aveva dovuto abbandonare il suo pezzo di terra e trasferirsi a fare tutto un altro lavoro in città, niente campi, niente e neppure un orto. Mi diede questi semi, mi spiegò qualcosa, disperato e confidando in me, mi affidò questi semi. Li ho riprodotti, da allora, hanno viaggiato per l’Italia e il mondoEcco: a me e a molti di voi, interessa questo. Salvare i semi.
Abbiamo imparato quali sono i semi che dobbiamo salvare: quelli buoni. E sono buoni quelli che si riproducono, quelli che senza impazzire il nostro terreno accetta, il nostro clima permette, quelli che hanno memoria per noi e per i nostri avi, di qualcosa di genuino, di meraviglioso, di necessario.
Se i semi fossero delle canzoni sarebbero, i nostri semi buoni, gli evergreen, quelle canzoni che ci sanno risollevare quando siamo giù o esaltare quando stiamo davvero bene oppure far cantare assieme agli altri in coro e felicità. Questo sono i buoni semi. E, rispetto a questo, delle leggi, di tutte le leggi, ce ne siamo sempre fregati e sempre ce ne dovremo fregare. Il diritto naturale delle genti di coltivare quello che vogliono e dove e come esse vogliono è un diritto naturale come respirare, fare figli e mangiare. Che il legislatore la pensi diversamente, non ci interessa.
Sono stato dirigente di Civiltà Contadina, per decenni, anche presidente, una volta. Ne ho sentite di tutti i colori. Conosco la Rete Semi Rurali, ho conosciuto e conosco chi nel nostro mondo è più esperto in questioni legali e collabora con il Mipaaf, il ministero delle attività agricole e forestali, e ne è consulente in materia di sementi. Legislazione sementiera. Già il nome mi atterrisce. E mi sovvengono tutte le strambe e bizzarre, le più incredibili leggi che vigono nel mondo. Dagli Stati Uniti, dove in pratica ognuno può coltivare quello che vuole, dagli Ogm alle sementi native, fino all’Iraq, dove è vietato riprodurre i propri semi, direttiva americana del governatore Paul Bremer dopo Desert Storm, all’India dove poco alla volta le multinazionali degli OGM vengono buttate fuori, alla nostra Italiadove un camerata di AN, Gianni Alemanno, era più contrario agli OGM dell’attuale ministro già sindacalista CGIL, Teresa Bellanova.
Grande è il disordine sotto il cielo, la situazione è dunque eccellente, scriveva Mao. La situazione è eccellente perché personalmente, e immagino anche tuttiquanti voi, seedsavers, salvatori di semi come me, da quando esistiamo, nei nostri campi, pur conducendo aspre battaglie, nel Veneto ed in Friuli, soprattutto ma non solo, contro le sperimentazioni
OGM, ad un solo ed unico principio ci siamo attenuti e sempre ci atterremo.
 “Mentre il medico studia, il malato muore”, dice il vecchio e sempre valido adagio e noi abbiamo sempre mantenuto in piedi la nostra ragione sociale.
Un seedsaver salva i semi: viceversa non è un seedsaver, potrebbe anche essere un buon politico o teorico o darsi all’ippica, ma se non salva semi non è un seedsaver, può essere una bravissima ed egregia persona ma se non semina, nei vasi, in terra, nella vasca da bagno o dove più gli aggrada, sul balcone, nell’aiuola sotto casa…se non semina buoni semi e non li porta a maturazione per il successivo raccolto, costui non è un seedsaverNoi lo siamo perché, chi molti, chi pochi, ma tutti insieme siamo necessariIl buon seme si salva insieme. E’ diventato il motto di Civiltà Contadina, ma un altro, a corollario di quello è necessario: “L’unico modo per difendere i buoni semi è diffonderli”. Ovvero, voglio dire, che ciascuno di noi, organizzato in associazione, collettivo, gruppo, anche da solo, se fedele al principio primo dell’essere davvero un seedsaver, ci atteniamo alla logica conviviale, alla logica del dono, la parola “conviviale” è la più esatta, l’ha inventata Ivan Illich, ed un altro concetto che Henri David Thoreau descrisse bene, “La disobbedienza civile”, un agile volumetto che con “La società conviviale” tutti quanti noi dovremmo leggere e meditare.
Quando le leggi sono dettate dai lobbisti, quando le multinazionali comprano e vendono i governi, quando queste stesse multinazionali impongono cosa mangiare, causando da una parte milioni di morte per fame e dall’altra milioni di obesi, quando la terra e l’acqua, le sementi sono nel pacchetto, sono diventate l’ultima frontiera dell’arricchimento di élite finanziarie puzzolenti di guerra e di